La manifestazione
Stritolato da un pullman mentre va al lavoro
Piombino: sbanda con l’auto e invade la corsia opposta all’ingresso della città. Il ricordo degli amici
PIOMBINO. «Sono a Venturina, c’è traffico, arrivo un po’ in ritardo». Luca Meini, 51 anni, intorno alle 8 ha telefonato alla Rsa Phalesia dove lavorava da un paio di anni come manutentore. Poi ha proseguito a bordo della sua Citroen C2. Sono stati i suoi ultimi momenti di vita. Alle 8,20 circa si è schiantato contro un pullman all’ingresso di Piombino. E’ morto sul colpo, stritolato dalle lamiere della propria auto. Una tragedia assurda che ha gettato nello sconforto la famiglia dell’uomo, i colleghi e i tanti, tanti amici.
L’incidente è avvenuto alle porte della città, all’altezza della rotonda del Poggetto. Meini, che abitava a Vicopisano, era quasi arrivato. Ma a un certo punto ha perso il controllo dell’auto. I vigili urbani escludono che l’uomo volesse svoltare a sinistra e tagliare per il Poggetto-Cotone. L’incidente è avvenuto dopo quel bivio. Non sappiamo se Meini stesse sorpassando, è solo un’ipotesi ma non ci sono testimonianze in questo senso. Viene dato per certo invece un fatto: l’auto ha planato sul fondo viscido, bagnato dalla pioggia caduta in precedenza. La Citroen ha invaso la corsia opposta, dove in quel momento stava sopraggiungendo in direzione opposta un pullman della Tiemme. L’autista, Davide Grandi, ha detto di essersi trovato di fronte all’improvviso quella macchina e di aver frenato, senza però riuscire a evitare l’impatto. E l’impatto è stato terribile. L’auto è stata presa in pieno sulla fiancata destra, ha sfondato il muso del bus ed è stata come ingoiata. Per Meini non c’è stato scampo: prigioniero in una trappola mortale di ferro e vetri rotti. L’autista del bus è subito sceso, così come altri automobilisti. Il traffico peraltro in quel momento era già sostenuto e in pochi minuti si sono formate code chilometriche. A bordo del pullman anche qualche passeggero si è fatto male, ma per fortuna si è trattato di ferite di poco conto. Sul posto sono intervenuti con fatica, zigzagando nell’ingorgo, i vigili urbani, i pompieri, le ambulanze. Mentre i vigili del fuoco tagliavano le lamiere per estrarre la vittima, gli agenti cercavano di darle un nome. L’auto era intestata a Luca Meini, l’uomo aveva con sé anche i documenti. Ma per avere la certezza assoluta che la vittima fosse lui è stato necessario il riconoscimento, eseguito più tardi all’obitorio da alcuni amici e colleghi. Riconoscimento avvenuto attraverso i vestiti e un tatuaggio. A quel punto sono stati avvisati i familiari, che si sono precipitati da Vicopisano. E nel frattempo la notizia ha fatto il giro di tutta la zona.
Meini, il “Meo” per gli amici, era conosciutissimo. In particolare nel mondo del calcio giovanile. Allenava i ragazzi ed era considerato un tecnico molto capace. Un passato sulla panchina degli Esordienti del Pisa insieme ad Alessandro Birindelli, negli ultimi due anni aveva guidato i 2003 del Venturina collezionando una serie impressionante di successi. Ma il suo successo era l’affetto dei suoi “bimbi”. «Insegnare calcio ai ragazzi, era questa la sua grande passione. E i ragazzi lo adoravano»: così lo ricorda un amico e collega, Gianluca Lodovici.
Per il prossimo anno la società gli aveva affidato un nuovo ciclo con i 2004, proprio alcuni giorni fa la sua ex squadra gli aveva regalato una grande festa di saluto. E, appresa la notizia, quei bimbi sono scoppiati in lacrime. Per non parlare dei suoi, di figli. Uno di 18, l'altro di 14 anni. E della moglie. Meini era un gran lavoratore, così lo ricordano tutti. Una persona umile e generosa. Alla Rsa di Piombino lavorava nel fine settimana, dal venerdì al lunedì, e alloggiava direttamente al Phalesia. Il lunedì rientrava a Vicopisano. Stavolta aveva preso il venerdì di festa e avrebbe dovuto cominciare ieri mattina. Sono stati proprio i colleghi del Phalesia ad avere il primo, terribile presentimento. Luca come dicevamo aveva telefonato da Venturina per avvisare che avrebbe ritardato. Poi però erano passate due ore e non si era ancora visto. Al cellulare non rispondeva più. Su Facebook intanto aveva preso a circolare la notizia di un incidente mortale. Qualcuno aveva pubblicato una foto in cui si vedeva una Citroen C2. «Volevamo scacciare i cattivi pensieri ma quella sembrava proprio la sua macchina, e Luca non rispondeva al telefono» dice Gianluca Martelli, datore di lavoro ma soprattutto amico. E così un paio di colleghi sono andati a vedere sul posto. E il presentimento è diventato incubo.
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