Il Tirreno

Acciaierie, nuovi appelli alle banche

Cristiano Lozito
Una riunione del consiglio di fabbrica Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Una riunione del consiglio di fabbrica Aferpi (foto Paolo Barlettani)

Azzi: il progetto ha enormi opportunità. Ma cresce la preoccupazione dei sindacati, l’incontro con Rebrab sarà decisivo

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PIOMBINO. E’ un’atmosfera decisamente preoccupata quella in cui i sindacati preparano l’incontro al Mise della prossima settimana, quando si svolgerà il faccia a faccia tra il Governo e Issad Rebrab, presidente di Aferpi.
Stavolta regna la convinzione che definire decisivi questi appuntamenti non sia un’esagerazione. I laminatoi stanno lavorando ma con un orizzonte limitato, gli sforzi dell’azienda di trovare finanziamenti per il circolante fin qui non hanno avuto risultati, come ha ammesso lo stesso amministratore delegato Fausto Azzi, in un’intervista uscita venerdì 22 sul Sole 24 ore.

Azzi e il gruppo dirigente continuano a credere nel progetto, lo stesso ad ribadisce che il piano ha «opportunità enormi», ma il sistema bancario non risponde alle sollecitazioni, anche se il Governo sta proseguendo nella sua opera di pressione nei confronti di Cassa depositi e prestiti.

Certo a questo punto l’arrivo di soldi freschi è assolutamente indispensabile, per la continuità produttiva e per la prosecuzione del rapporto con Sms Demag per la realizzazione del forno elettrico.

Così è chiaro a tutti che solo Rebrab può ribaltare lo stato delle cose, ma allo stesso tempo è evidente che la situazione in Algeria, il muro contro muro col Governo, rende sempre più difficile portare soldi fuori da quel Paese.
Ieri i dirigenti locali Fiom e le rsu hanno incontrato a Roma il segretario nazionale Maurizio Landini e Mauro Faticanti, responsabile della siderurgia. Nessuna indiscrezione sull’esito dell’incontro, ma è chiaro anche dalle ultime prese di posizione che Fiom non accetterà più impegni vaghi e ulteriori rinvii.

Intanto anche la Fim mette in campo i suoi massimi dirigenti: ieri si sono espressi il segretario generale Fim Marco Bentivogli, e il coordinatore nazionale per la siderurgia Raffaele Apetino: «E’ passato più di un anno dalla firma dell’Accordo di programma – dicono Bentivogli e Apetino – che poneva le basi per il rilancio della ex-Lucchini e dell’area portuale, ma la tabella di marcia sulle cose da fare va molto a rilento. Bisogna assolutamente superare questo stallo e passare a fatti concreti, recuperando sui tempi previsti nell’accordo di programma».

«Il progetto Lucchini/Aferpi – proseguono – deve essere portato avanti per assicurare un futuro di lavoro e occupazione a Piombino e al territorio. In questa fase ognuno deve fare la propria parte e rispettare i tempi di attuazione, a cominciare dall'azionista di maggioranza, dal governo e dal sistema bancario. La Fim – è la conclusione – continuerà a monitorare passo passo a livello territoriale e nazionale il piano per il rilancio di Piombino».
 

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