Toscana
«Vado avanti, firmerei ancora quell’atto»
Ferrari non ha dubbi sul proprio operato: non abbiamo mandato via nessuno, il razzismo non c’entra
PORTOFERRAIO. «Rifirmerei quell’ordinanza anche adesso». Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio, è sicuro di essersi mosso nel modo più giusto, per risolvere il caso delle due famiglie rom che, abusivamente, si erano insediate nella zona portuale della città, proprio dove arrivano i turisti dell’isola d’Elba.
Ieri mattina, proprio mentre in municipio si stava svolgendo il consiglio comunale, il primo cittadino di Portoferraio ha avuto dei contatti con il prefetto di Livorno. Il responsabile del governo ha chiesto a Ferrari la revoca del provvedimento, emesso il 14 luglio scorso. «Di fronte alla posizione che ho assunto – ha spiegato il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – vi sono state molte reazioni positive, ma anche qualche reazione negativa. Ho pensato molto a quanto accaduto in questi giorni, e alla fine mi sono convinto di aver fatto la scelta giusta. L’ordinanza è stata emessa in piena legittimità, in piena linea rispetto all’articolo 50 del testo unico degli enti locali che conferisce al sindaco il potere per gestire situazioni di emergenza dal punto per l’igiene e la sanità pubblica».
Il sindaco di Portoferraio, finito sotto i riflettori dei media nazionali in questi giorni, definisce meglio quanto accaduto nei giorni scorsi, fin dal sopralluogo compiuto in modo congiunto dalla polizia municipale di Portoferraio e dai carabinieri.
«Ci tengo a precisare che noi non abbiamo espulso nessuno – commenta il primo cittadino di Portoferraio, Mario Ferrari – la polizia municipale ha semplicemente notificato l’ordinanza alle due famiglie rom che si trovavano nella zona portuale, facendo presente come, entro 48 ore, avrebbero dovuto allontanarsi e trovare una sistemazione in centri attrezzati. Sono state fatte alcune telefonate presso delle strutture dell’isola, ma non si è materializzata alcuna opportunità di alloggio. Per questo sono stati gli stessi rom ad allontanarsi». «Non si è trattato di un gesto razzista – racconta il sindaco portoferraiese – l’ordinanza emessa da noi avrebbe avuto effetto per qualsiasi cittadino, di qualunque etnia o provenienza. Per questo, nonostante tutto, ritengo di avere le mie ragioni per andare avanti e non revocare l’ordinanza».
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