Ordinanza sui rom, dubbi sulla legittimità
Il prefetto chiede al sindaco di Portoferraio di revocare l’atto del 14 luglio che ha permesso lo sgombero dell’accampamento abusivo in area portuale
PORTOFERRAIO. La Prefettura di Livorno ha chiesto al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari di ritirare l’ordinanza n° 1864 emessa il 14 luglio scorso, con la quale è stato disposto l’allontanamento di due famiglie rom, in tutto 33 persone, dal territorio comunale di Portoferraio, perché ritenuta illegittima dal punto di vista procedurale.
Stiamo parlando, per intendersi, dell’ordinanza finita al centro dell’attenzione dei media nazionali tramite cui, in virtù delle successive ordinanze di divieto di campeggio abusivo emesse dagli altri sette sindaci dell’Elba, i cittadini rom si sono trovati costretti a lasciare l’isola.
La mossa dei sindaci, soprattutto sui social network, ha ottenuto il consenso di tantissimi cittadini elbani e non, ma non sono mancate le reazioni contrarie. In queste ore sono tuttavia emersi dei dubbi concreti su come sia stata gestita la situazione e in particolare sull’atto firmato dal primo cittadino che ha legittimato l’intervento congiunto della polizia municipale e dei carabinieri della compagnia dell’isola d’Elba nella zona ex Residence e viale Zambelli. Un altro colpo di scena, dunque, in una vicenda che ha portato l’Elba sotto i riflettori nazionali.
Ordinanza da ritirare. Il sindaco Mario Ferrari, con la sua ordinanza contingibile e urgente del 14 luglio, ha disposto lo sgombero degli accampamenti abusivi per motivi di igiene e sanità pubblica, appellandosi all’articolo 50 comma 5 del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, «il quale recita testualmente – si legge nell’ordinanza – che in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco». Con l’ordinanza il primo citttadino portoferraiese ha dato 48 ore di tempo alla famiglia rom per allontanarsi dal luogo dell’accampamento e dal territorio comunale, chiamando in causa per il rispetto dell’ordinanza non solo la polizia municipale, ma tutte le forze di polizia statali (infatti con la polizia municipale sono intervenuti i carabinieri). I dubbi della Prefettura, che nelle scorse ore ha chiesto formalmente al sindaco di ritirare l’ordinanza, consistono in primo luogo in un’emissione non propria dell’ordinanza, che in realtà si configurerebbe sulla base dell’articolo 54 del Tuel e non nel 50, secondo cui è prevista la comunicazione preventiva del provvedimento al prefetto (il sindaco si è mosso invece in modo autonomo, compiendo una sorta di invasione di campo). In secondo luogo il sindaco avrebbe invaso il campo dello Stato, chiamando in causa le forze di polizia statali e non esclusivamente la polizia municipale.
La questione - sia chiaro - è prettamente formale e non può più portare delle conseguenze immediate, visto che l’accampamento rom è già stato liberato e le due famiglie hanno già lasciato l’Elba. A questo si aggiunge il fatto che, nonostante tutto, Ferrari non sia intenzionato a revocare l’ordinanza, finita in questi giorni al centro dell’attenzione nazionale.
Espulsi o non espulsi? I giornali nazionali non hanno avuto remore nel mettere in evidenza la “cacciata” dei Rom dal territorio elbano, sulla scia dell’ordinanza di sgombero portoferraiese e, a ruota, delle sette ordinanze di divieto di accampamento abusivo degli altri sette Comuni dell’isola. Ma anche in questo caso la ricostruzione dei fatti non è chiara fino in fondo.
Le due famiglie rom sono state allontanate dall’isola o se ne sono andate volontariamente, non avendo più un posto dove potersi insediare? A chiarirlo è il sindaco Mario Ferrari: «Non abbiamo espulso nessuno – ha spiegato, contattato a margine del consiglio comunale che si è tenuto ieri mattina a Portoferraio – le forze dell’ordine hanno notificato ai cittadini l’ordinanza, secondo cui le famiglie avrebbero dovuto trovare entro 48 ore un’altra sistemazione in un campeggio. Sono state fatte delle telefonate, ma non c’è stata la disponibilità. Per questo hanno deciso loro di allontanarsi». Una ricostruzione che, tuttavia, non coincide con quella fornita nel comunicato ufficiale del giorno dello sgombero, firmato dal Comune di Portoferraio e dai carabinieri, secondo cui «all'ordinanza ha fatto seguito – aveva dichiarato il sindaco Mario Ferrari – l'immediata operatività dell'Arma dei carabinieri e della polizia municipale di Portoferraio, che con professionalità, fermezza e determinazione hanno consentito l’allontanamento dall'isola di tre caravan e trentatre individui. L'allontanamento è stato possibile anche grazie alla disponibilità della compagnia Moby che ha consentito, gratuitamente, l'imbarco controllato dai carabinieri con la prima nave utile in partenza per Piombino».
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