Il Tirreno

Elba, il prefetto chiede al sindaco di ritirare l'ordinanza sull'accampamento rom

di Luca Centini
L'insediamento sgomberato a Portoferraio
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L'insediamento sgomberato a Portoferraio

Colpo di scena: l'atto del primo cittadino, finito in questi giorni sotto i riflettori dei media nazionali,  è considerato illegittimo dal punto di vista procedurale

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PORTOFERRAIO. La Prefettura di Livorno ha chiesto al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari di ritirare l’ordinanza n° 1864 emessa il 14 luglio scorso, con la quale è stato disposto l’allontanamento di due famiglie rom, in tutto 33 persone, dal territorio comunale di Portoferraio, perché ritenuta illegittima dal punto di vista procedurale.

Stiamo parlando, per intendersi, dell’ordinanza finita al centro dell’attenzione dei media nazionali tramite cui, in virtù delle successive ordinanze di divieto di campeggio abusivo emesse dagli altri sette sindaci dell’Elba, i cittadini rom si sono trovati costretti a lasciare l’isola.

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La mossa dei sindaci, soprattutto sui social network, ha ottenuto il consenso di tantissimi cittadini elbani e non, ma non sono mancate le reazioni contrarie. In queste ore sono tuttavia emersi dei dubbi concreti su come sia stata gestita la situazione e in particolare sull’atto firmato dal primo cittadino che ha legittimato l’intervento congiunto della polizia municipale e dei carabinieri della compagnia dell’isola d’Elba nella zona ex Residence e viale Zambelli. Un altro colpo di scena, dunque, in una vicenda che ha portato l’Elba sotto i riflettori nazionali.
Ordinanza da ritirare. Il sindaco Mario Ferrari, con la sua ordinanza contingibile e urgente del 14 luglio, ha disposto lo sgombero degli accampamenti abusivi per motivi di igiene e sanità pubblica, appellandosi all’articolo 50 comma 5 del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, «il quale recita testualmente – si legge nell’ordinanza – che in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco». Con l’ordinanza il primo citttadino portoferraiese ha dato 48 ore di tempo alla famiglia Rom per allontanarsi dal luogo dell’accampamento e dal territorio comunale, chiamando in causa per il rispetto dell’ordinanza non solo la polizia municipale, ma tutte le forze di polizia statali (infatti con la polizia municipale sono intervenuti i carabinieri).

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I dubbi della Prefettura (che nelle scorse ore ha chiesto formalmente al sindaco di ritirare l’ordinanza) consistono in primo luogo in un’emissione non propria dell’ordinanza, che in realtà si configurererebbe sulla base dell’articolo 54 del Tuel e non nel 50, secondo cui è prevista la comunicazione preventiva del provvedimento al prefetto (il sindaco si è mosso invece in modo autonomo, compiendo una sorta di invasione di campo). In secondo luogo il sindaco avrebbe invaso il campo dello Stato, chiamando in causa le forze di polizia statali e non esclusivamente la polizia municipale. La questione - sia chiaro - è prettamente formale e non può più portare delle conseguenze immediate, visto che l’accampamento rom è già stato liberato e le due famiglie hanno già lasciato l’Elba. E nonostante tutto Ferrari non è intenzionato a revocare l’ordinanza, finita in questi giorni al centro dell’attenzione nazionale.
 

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