Il dolore
Rubava nelle auto parcheggiate, arrestato
Bloccato dai carabinieri un uomo di 65 anni che si fingeva bagnante e spaccava i vetri in Costa Est
PIOMBINO. Pareva un bagnante come gli altri: pantaloni corti, maglietta, infradito ai piedi. Ma, in realtà, era un abilissimo ladro, specializzato in furti nelle auto. Un’attività che, stando ai precedenti e all’età (65 anni), praticava da parecchio tempo. Però al Quagliodromo è stato sfortunato. È stato notato dal proprietario dell’auto e segnalato ai carabinieri in tempo, poco dopo che aveva spaccato il finestrino di un’auto. E così è stato arrestato.
L’arresto è stato effettuato lunedì pomeriggio dai carabinieri della stazione di Piombino insieme a quelli del radiomobile, nel corso dei servizi predisposti per arginare il reato di furti su veicoli parcheggiati dai bagnanti vicino alle principali spiagge del territorio.
In manette, colto in flagranza, è finito Dario Pennacchio, 65enne, residente in Roma, pluripregiudicato e specializzato proprio in furti su veicoli. È stato fermato subito dopo aver rotto il vetro di una Fiat Sedici, parcheggiata vicino al Quagliodromo.
È stato tempestivo a segnalare il fatto il proprietario del mezzo che stava ritornando alla propria autovettura per prendere l’asciugamano che aveva dimenticato. Dopo avere assistito alla rottura del vetro dell’auto ha chiamato la centrale operativa dei carabinieridi Piombino col numero di pronto intervento "112" indicando ai militari intervenuti dopo pochi minuti la via di fuga del ladro.
Ma se la cattura di Pennacchio è stata relativamente facile, proprio grazie alle indicazioni del testimone, si è rivelata difficile invece la successiva gestione dell’arrestato che ha più volte usato resistenza nei riguardi dei carabinieri per evitare le procedure di identificazione e fotosegnalamento fino a paorcurarsi, con gesti autolesionistici, piccole ferite alla testa attribuendone la responsabilità ai militari intervenuti durante il trattamento sanitario da parte del personale del pronto soccorso di Villamarina.
Così l’uomo è stato arrestato con le accuse di tentato furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e calunnia e condotto nel carcere delle Sughere di Livorno come da disposizione impartita dal dottor Antonio Di Bugno, pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Livorno, in attesa dell'udienza di convalida.
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