Il Tirreno

«Una base per l’elisoccorso sull’isola»

«Una base per l’elisoccorso sull’isola»

Barbetti scrive a Enrico Rossi e rilancia la proposta dopo il caso della turista tedesca morta sulla spiaggia di Barabarca

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CAPOLIVERI. «L’Elba deve essere dotata di una base del servizio di elisoccorso». Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti rilancia la sua proposta storica. E lo fa scrivendo una lettera aperta al presidente della Regione Enrico Rossi, all’assessore regionale alla sanità Stefamia Saccardi, al presidente della Conferenza dei sindaci Anna Bulgaresi e ai sindaci dell’isola. L’intervento di Barbetti arriva dopo il caso della turista tedesca, morta il 6 luglio sulla spiaggia di Barabarca, in seguito a un malore che l’ha colpita mentre faceva il bagno.

«Barabarca è un luogo non accessibile ai mezzi meccanici, ma raggiungibile soltanto a piedi mediante una lunga e stretta scalinata – scrive Barbetti – Immediati sono scattati i soccorsi tramite il 118 che ha inviato sul posto una prima ambulanza con a bordo personale volontario e successivamente, vista la gravità del caso, anche una seconda ambulanza con personale medico a bordo che ha tentato invano di rianimare la paziente. Premesso che forse non sarebbe stato possibile salvare la sfortunata turista, con la presente domando perché, vista la gravità del caso e l’ubicazione dell'evento, che come accennato richiede un tempo di intervento non immediato, non è stato allertato e inviato un elicottero Pegaso e si è proceduto come se il fatto si fosse verificato in luogo più facilmente accessibile? L'elicottero, tramite verricello, di cui è dotato, avrebbe potuto per lo meno calarsi fino al luogo dove è avvenuto l'incidente».

Per questo motivo il sindaco di Capoliveri chiede quali sono o dovrebbero essere i protocolli di attivazione dell'elisoccorso e perché la centrale operativa del 118 di Livorno non lo ha fatto intervenire.

Il sindaco di Capoliveri ricorda come annualmente sono circa duecento i pazienti che vengono trasportati in continente, mentre i servizi cosiddetti primari, che avvengono ogni anno direttamente sul territorio dell'Elba, sono una quantità esigua.

«Anche se non abbiamo un titolo tecnico che ci abilita – insiste Barbetti – abbiamo sicuramente la conoscenza del territorio in cui abitiamo e questo è di certo un elemento utile per la stesura di protocolli di attivazione nonché per raggiungere gli obiettivi di eccellenza che ci siamo prefissi nel campo dell'emergenza urgenza. Per questo credo che oggi più che mai, e anche i fatti di questi giorni lo dimostrano, l'Elba debba essere dotata di una base di elisoccorso sul territorio, una struttura indispensabile per far fronte alle esigenze sanitarie di quest'isola, dove tempestività e certezza di intervento, nell'emergenza, significa salvare una vita. Pur apprezzando gli sforzi positivi della Regione negli ultimi tempi per dare una dignità al nostro ospedale, ritengo che una base di elisoccorso sia l'unica soluzione possibile per dare una risposta definitiva alle problematiche relative all'emergenza-urgenza, anche per non alimentare l'idea che l'isolamento fisico sia anche isolamento e abbandono sociale e civile».

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