Lutto
«Né progetti né bonifiche, serve un Consiglio aperto»
PIOMBINO. Sulla difficile situazione di Aferpi interviene anche Rifondazione comunista, che propone entro la fine di agosto «un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, in un luogo pubblico, per...
PIOMBINO. Sulla difficile situazione di Aferpi interviene anche Rifondazione comunista, che propone entro la fine di agosto «un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, in un luogo pubblico, per discutere pubblicamente del destino della nostra città», e eicorda le proprie preoccupazioni esternate nel consiglio comunale del 16 dicembre, «quando il sindaco Giuliani dopo averci definiti populisti, opportunisti e individualisti, aggiunse che “Quando però si arriverà in fondo e ci sarà il lavoro nessuno potrà salire sopra questa cosa qua”. La domanda sorge spontanea: sindaco, ci sarà ancora lavoro in questa città?».
Perché, secondo il Prc, «di fatti non se ne vedono. Sono più di due anni che si sono fermati l’altoforno e l’acciaieria e non si è mosso niente. Non solo non sono partite le bonifiche, ma neanche ci sono progetti chiari e approvati di come e in quali tempi si devono realizzare. Alcuni progetti risultano assurdi e punitivi per la città: uno su tutti, il nuovo percorso della 398, per non parlare dell’inizio dei lavori del tratto della 398 che dovrebbe partire da Montegemoli, perché non se ne ha notizia».
«Erano stati promessi due forni elettrici – prosegue il Prc – e ora Aferpi dice che se ne farà uno (forse). Era stato promesso un impianto di produzione agroalimentare, ma allo stato dei fatti non si ha una notizia incoraggiante sulla reale volontà di costruirlo. Soprattutto sembra che presto ci saranno 5/600 esuberi fra i 2.183 lavoratori della Lucchini che Cevital si era impegnata a far lavorare».
Il Prc ricorda anche «il Primo maggio 2014, quando il presidente della Regione, Enrico Rossi, dal palco di piazza Verdi diceva che se non fosse ripartita la siderurgia a Piombino, si sarebbe dimesso. Ma loro sono ancora lì: Renzi, Rossi, Velo e Anselmi, e si riempiono la bocca di aggettivi e offese poco appropriati per chi ha cariche rappresentative (gufi, cassandre etc.), ma di futuro per Piombino non se ne vede».
Pe il Prc quindi a questo punto, «a parte ammettere che avevamo ragione e che le nostre preoccupazioni erano fondate, sarebbe l’ora che il governo, attraverso il ministro e il commissario Nardi (per quanto di sua competenza), e che la Regione, verificassero la correttezza dell’operato di Cevital rispetto agli accordi presi e programmassero un serio intervento per rigenerare l’economia di questa città. E questo a partire dal prossimo incontro al Mise».
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