Il Tirreno

Mercato, le associazioni ci pensano

di Francesca Lenzi
Mercato, le associazioni ci pensano

Capuano vuole spostarlo, sia Confcommercio che Confesercenti sono possibiliste: «Purché resti in centro»

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PIOMBINO. Disponibili al confronto e a cercare una nuova collocazione che sia sempre però nel centro cittadino. È questa a grandi linee la posizione espressa dalle associazioni di categoria sull'argomento che pochi giorni fa è tornato alla ribalta a seguito delle dichiarazioni dell'assessore ai lavori pubblici del Comune di Piombino, Claudio Capuano: lo spostamento del mercato settimanale. Senza dare tempi e modi definitivi, Capuano ha fatto intendere a chiare lettere l'opportunità di trasferire il mercato del mercoledì in un'area diversa da quella attuale, legata a via Ferrer, via Gori e Casone Maresma. «La sede attuale, anche in funzione dello spostamento della Coop, va cambiata - le parole di Capuano -. Ci saranno percorsi partecipati e incontri per approfondire ogni elemento; poi però le decisioni vanno prese nell'interesse complessivo e alla luce di quel mutamento culturale che in altre parti è già radicato, mentre noi siamo indietro di anni». Le ipotesi? Varie e tutte da valutare: i Portici, Ghiaccioni, Parco Otto Marzo, Salivoli. Oppure potrebbe anche restare dov'è adesso, magari con qualche intervento, per il quale - tuttavia - i soldi non ci sono. È chiaro come la discussione sia ad oggi soltanto a una fase iniziale; intanto, comunque, l'argomento è tornato a far parlare, e le associazioni di categoria hanno cominciato a esaminare ipotesi e previsioni. «Siamo disponibili a metterci attorno a un tavolo e a discutere - afferma Luca Lavoratori, responsabile di zona Fiba Confcommercio - Il Comune ci dica quel che vuol fare e noi valuteremo le proposte, partendo da una sicurezza: il mercato deve restare in centro. Che poi siano i Portici o un'altra zona, ad esempio via Roma, con l'aggiunta dell'area interessata dall'arretramento dei binari, siamo pronti a parlarne e a considerare tutte le soluzioni, ma mai fuori dal centro. I motivi sono due - continua Lavoratori - Prima di tutto non c'è lo spazio per accogliere tutti i banchi; inoltre, per il Parco Otto Marzo, ce la vedete una vecchietta che viene a fare la spesa su un'area ventosa e sterrata? Secondariamente, il mercato deve stare nel centro di una città e non spostato in periferia come fosse quasi un tumore da allontanare. Anche perché parliamo di 175 banchi, che producono una media di 340 posti di lavoro. Infine, per le problematiche presenti nella localizzazione attuale, ritengo che spesso siano sopravvalutate; ad esempio, è capitato in passato, lo spazio per far passare un'ambulanza in mezzo al mercato c'è. Altri problemi invece non si guardano, come il polline che invade via Ferrer nel periodo primaverile». Più o meno dello stesso tenore le dichiarazioni della Confesercenti: «Non abbiamo un atteggiamento di chiusura e rifiuto nei confronti di un eventuale trasferimento del mercato settimanale - spiega Antonio Baronti, presidente territoriale e vicepresidente provinciale Confesercenti - Siamo disponibili al confronto e stiamo già studiando alcune ipotesi da proporre all'amministrazione, fermo restando che ogni spostamento, al di là dell'area di destinazione, comporterà difficoltà di carattere economico. Parlo della perdita di abitudine che la clientela consolidata si trova ad avere. Insomma, la questione è delicata e va esaminata in ogni aspetto». Anche per Confesercenti: mai fuori dal centro, anche se, contrariamente alla Confcommercio, l'associazione di categoria guidata da Baronti non vede di buon occhio neppure l'ipotesi Portici. «I danni economici di un trasferimento in zone periferiche sarebbero enormi - sostiene Baronti - mentre i Portici implicherebbero troppi problemi in fatto di residenti, viabilità e parcheggi. È vero che anche la situazione attuale presenta delle difficoltà ma sono inferiori a un'ipotesi Portici, soprattutto nell'ambito dei posteggi. Inoltre non basterebbero via Petrarca e piazza della Costituzione, per ospitare tutti i banchi, che finirebbero anche nelle vie periferiche, con aggiunta di un evidente danno economico. Ripeto - prosegue Baronti - Siamo consapevoli delle problematiche che ci sono nell'attuale localizzazione del mercato e siamo convinti dell'opportunità di un trasferimento; il tutto però deve essere studiato nel dettaglio e ogni soluzione concordata tra amministrazione, operatori e associazioni di categoria».

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