Sicurezza
Aferpi, il sindaco Giuliani chiama Rossi
«Presidente, incontra i sindacati prima del confronto al Mise». Fim, Fiom e Uilm: tutti dentro comunque entro novembre
PIOMBINO. Si avvicina la data del confronto al Mise in cui si capirà il futuro del progetto algerino per le acciaierie piombinesi. La data annunciata è quella del 28, ma è possibile che in realtà il Governo incontri Issad Rebrab il 27, per discutere poi il giorno dopo con i sindacati dell’esito di questa riunione.
Il confronto della prossima settimana viene rappresentato da tutti i protagonisti come un appuntamento fondamentale per la prosecuzione del progetto Aferpi.
Da un lato infatti ci sono i problemi finanziari dell’azienda, per le difficoltà di Rebrab a spostare il denaro dall’Algeria, mentre prosegue la ricerca di finanziamenti per il circolante, che consentano di dare continuità all’attività dei laminatoi. Dall’altra parte sono evidenti le difficoltà con la propria base da parte dei sindacati, che puntano ancora sul progetto di Rebrab, ma con distinguo importanti al proprio interno, come dimostrano le prese di posizione della Fiom, che chiede all’azienda, alle istituzioni locali, regionali e al Governo, garante dell’accordo del 2015, parole chiare sulla solidità del progetto. La preoccupazione è per i 500-600 posti che mancano all’appello nella recente rivisitazione del piano, e per i tempi allungati con cui Aferpi prevede il suo completamento.
Ad agitare le acque ci sono poi le critiche dell’ex Minoranza sindacale, oggi Coordinamento articolo 1 - Camping cig, nei confronti di Fim, Fiom e Uilm.
In questo quadro ieri il sindaco Massimo Giuliani ha inviato una lettera a Enrico Rossi, facendosi interprete delle richieste del sindacato: «In merito al piano industriale Aferpi, alle modalità e tempistiche della sua attuazione e alle ripercussioni che potrebbero avere sui livelli occupazionali dell’azienda – scrive Giuliani – Fim, Fiom e Uilm e rsu, che questa amministrazione ha incontrato venerdì scorso, chiedono la tua disponibilità a partecipare a un momento di confronto e di approfondimento da organizzare preferibilmente a Piombino in una data antecedente al 28 luglio, prima della loro convocazione al Mise. Prima di quella data – sostiene il sindaco – sarebbe senza dubbio molto importante fare il punto sulle molte questioni in essere, dalla situazione della scadenza degli ammortizzatori sociali in rapporto al piano Aferpi, alle procedure autorizzative in corso da parte della Regione e altro ancora».
«In particolare – prosegue Giuliani – i sindacati esprimono preoccupazione nei confronti di un piano industriale che, anche se non ufficialmente, è stato modificato rispetto all’accordo originario firmato con l’azienda un anno fa. Per questo la necessità di un confronto con le istituzioni, con l’obiettivo di ricevere dal Governo, che di quell’accordo è stato il garante, delle risposte certe».
Si fanno sentire anche Fim, Fiom e Uilm, che replicano al Coordinamento articolo 1 - Camping cig, approfittandone per ribadire i punti fermi della propria visione: «Lo stabilimento di Piombino – spiegano – ha la necessità di avere una nuova acciaieria e un nuovo treno a rotaie per stare sui mercati. Qualunque altra scelta senza questi investimenti vuol dire chiudere Piombino e diventare come Bagnoli, quando si ragiona bisogna partire da qui. Quindi è necessario portare avanti il progetto. Oggi è Rebrab il soggetto deputato a portarlo avanti, ci sono difficoltà, tutti facciano la loro parte a partire da Rebrab e il governo garante del progetto.
Per il sindacato dunque «il punto non è cambiato, il progetto deve andare avanti nella sua interezza. Tutti i lavoratori saranno assunti il 6 novembre 2016, per noi in “solidarietà”, Aferpi se gli investimenti non sono ancora pronti dovrà farsi carico di tenere tutti i lavoratori fino alla loro completamento, attraverso il lavoro o nuovi ammortizzatori, certo nelle aree di crisi complessa bisogna favorire l’uscita in pensione delle persone per dare più spazio allle nuove generazioni».
«Non siamo vassalli di nessuno – concludono Fim, Fiom e Uilm – e pensiamo che altri hanno interessi diversi ma non quelli dei lavoratori. Ci confronteremo come sempre nelle assemblee che saranno fatte per spiegare a tutti cosa sta accadendo e dove stiamo andando. La democrazia è questa».(cloz)
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