Il dolore
Luca, web manager a Ginevra: non torno
Prima Londra, poi la Svizzera: «Non è stato facile, ma qui ho un buon lavoro e servizi di qualità»
PIOMBINO. Uno stage a Londra, nel dipartimento marketing di Global Blue, compagnia che si occupa di shopping. Dopo il tirocinio arriva la proposta che non puoi rifiutare: un contratto a tempo indeterminato. Seguono cinque anni di lavoro nella capitale del Regno Unito, poi la scelta di cambiare. Ecco quindi il trasferimento a Ginevra, in Svizzera, e il lavoro da web manager.
Luca Russo, 28 anni, venturinese, è uno dei ragazzi cresciuti in Val di Cornia che, per la sua vita, ha scelto l’estero. «L’idea iniziale era di restare in Italia – dice Luca – Ho studiato scienze della comunicazione all’Università di Siena e il mio progetto iniziale era di frequentare una scuola di giornalismo. Sono andato a Londra nel 2009 per fare alcune esperienze, un corso e uno stage. E basta. Poi mi è capitata una grande occasione, l’offerta di un contratto a tempo indeterminato da parte di Global Blue, dove ho svolto il tirocinio. Non ho potuto rifiutare. Alla fine sono rimasto a Londra per cinque anni».
Una scelta, quella dell’estero, che era inizialmente legata alla formazione. Una decisione, quella di rimanere, basata sulle condizioni di lavoro «molto buone» che Londra gli ha offerto.
Condizioni che Luca ha trovato anche a Ginevra. «Dopo cinque anni a Londra ho scelto la Svizzera - dice - Adesso a Ginevra sono web manager della Givaudan Suisse. Da due anni dirigo i progetti digitali della compagnia. In pratica lavoro nell’informatica, che non è proprio l’ambito a cui avevo pensato negli anni dell’università, ma non penso assolutamente di tornare indietro».
Luca in Svizzera vive con la fidanzata, una ragazza portoghese che si sta specializzando in psichiatria a Losanna. Adesso è piuttosto soddisfatto della sua vita, ma non nasconde di avere, negli anni, incontrato diverse difficoltà. «Vivere all’estero non è semplice – sottolinea – soprattutto all’inizio. Devi confrontarti con una o più lingue che non sono la tua, con la burocrazia di un Paese straniero e con la lontananza dagli affetti. Ci sono stati periodi in cui avrei voluto mollare tutto e tornare a casa. Ma non l’ho fatto e, ora come ora, il mio bilancio è positivo».
Un buon lavoro in Svizzera, una fidanzata e nessuna intenzione di tornare in Italia. O meglio, nel nostro Paese ci tornerebbe volentieri, ma solo con le stesse condizioni che ha trovato all’estero, sia «dal punto di vista lavorativo, sia da quello dei servizi e della qualità della vita».
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