Sicurezza
Iacopo, barman realizzato a Liverpool
«In Inghilterra ho trovato tante opportunità, ma se Piombino valorizzasse il turismo rientrerei volentieri»
PIOMBINO. Lavora da un anno e mezzo a Liverpool, in un ristorante. Prima è stato barista a Londra e a Bruxelles e, negli anni, anche capo barman. Ha scelto la vita all’estero un po’ per volontà di formazione e un po’ per necessità, perché a Piombino, soprattutto in inverno, la possibilità di lavorare come barman è limitata.
Iacopo Guidi, piombinese di 28 anni, adora il suo lavoro, si capisce da come ne parla. E’ felice quando si dedica alla sua attività. Ama preparare cocktails ed è proprio per questo motivo che ha deciso di partire. Prima tappa Londra. «Ho scelto questa città - dice - principalmente per formarmi. La capitale del Regno Unito ha una grande tradizione di bartending e ho pensato che avrei potuto imparare molto. Devo dire che ero anche curioso, volevo conoscere nuove realtà, nuove persone e vivere un’esperienza oltre confine».
Ma la spinta decisiva, a Iacopo, l’hanno data le condizioni lavorative della Val di Cornia. «Da noi lavoravo solo d’estate - sottolinea - Ho fatto qualche stagione all’Elba e a San Vincenzo, ma appena arrivava l’inverno non riuscivo più a trovare un posto. In Inghilterra ci sono più possibilità».
Solo lavoro stagionale in Val di Cornia, l’opportunità di essere occupato tutto l’anno a Londra. Così ha preso l’aereo ed è partito. E Londra è stata solo la prima tappa. Dopo una breve esperienza a Bruxelles, dove ha continuato a formarsi come barman, ha scelto Liverpool perché voleva tornare in Inghilterra, ma Londra era davvero troppo grande e costosa. Aveva un amico a Liverpool e quindi la sua decisione è ricaduta su questa città, in cui abita e lavora da più di un anno. Pensa di rimanere, «ma se Piombino riuscisse finalmente a puntare sul turismo e su un’economia che non si concentri solo sulla siderurgia - conclude - tornerei subito. Fa male al cuore vedere che una città come Liverpool riesce a valorizzare ciò che ha da offrire, che non è poco, ma neanche moltissimo, mentre nelle nostre zone non ci riusciamo. In Italia non ci prendiamo cura di posti bellissimi. Io spero che, negli anni, il nostro Paese cambi in meglio e che Piombino possa sviluppare un’importante vocazione turistica. Magari anche utilizzando le molte esperienze di ragazzi che, come me, per scelta o costrizione, vivono all’estero».(c.g.)
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