Sicurezza
Sinkhole, l’area a rischio si è ridotta a 4 ettari
Depositati dagli esperti in Comune i risultati degli studi sul fenomeno, la causa principale resta il disordine idrogeologico dell’intera zona
RIO ELBA. Dopo l'incontro a porte chiuse sugli esiti degli studi sulle cause dei sinkhole, avvenuto il 14, svoltosi presso il Comune di Rio Marina, trapelano notizie sugli esiti delle analisi compiute dall'università di Firenze e da quella di Roma, La Sapienza, sebbene i sindaci interessati, De Santi (Rio Elba) e Renzo Galli (Rio Marina), vogliano fare un incontro pubblico ufficiale a settembre, per evitare l'agosto torrido che annunciano i meteorologi. Invece non paiono scottanti, per fortuna, le risultanze degli approfondimenti scientifici fatti e sembra che circa i 12 ettari a rischio crolli (sinkhole) che erano stati ipotizzati dagli esperti, ora dovrebbero essere solo 3-4 ettari, definiti da zona rossa. Forse la bretella stradale costruita un anno fa e alcune zone limitrofe sono più fragili, mentre niente rischio crolli per le aree commerciali e dove si trova la centrale elettrica. Gli studi sono costati quasi 200 mila euro alla regione Toscana e li hanno compiuti, agendo separatamente e con metodiche differenti, i docenti geologi Riccardo Fanti da Firenze e Michele Di Filippo da Roma, che dovevano stabilire appunto le cause di tale situazione, che dal 2008 in poi ha colpito, alcune volte, la zona de Il Piano, periferia ovest di Rio Marina, in cui si sono avuti sprofondamenti del manto stradale. Non a caso fu interrotta la viabilità e venne creata proprio una strada provvisoria alternativa (bretella), per aggirare la parte più fragile del terreno paesano. Notizia positiva è quindi che l'area a rischio sarebbe molto ridotta e i punti più deboli sono alcune parti distribuite a macchia di leopardo. In ogni caso il rischio sinkhole è inferiore di molto rispetto all'area che era stata valutata nel 2014. E nel passato si parlava dei forti emungimenti di Asa (azienda servizio ambientali) quale causa di tali fenomeni. I sindaci hanno riferito, che Il ruolo dei pompaggi resta confermato anche se come causa collaterale. La causa principale sembra essere il disordine idrogeologico della zona, anche dell'idrografia superficiale. Il pompaggi sono concausa non sono il "motore" principale dei crolli avvenuti e tali tesi sono state confermate anche dallo studioso fiorentino Fanti, che ora è chiamato a fare, per settembre, una sintesi delle due analisi fatte, per redigere un unico resoconto finale da presentare al pubblicamente ai riesi e gli elbani.
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