Sicurezza
«Aferpi, piano credibile ma le banche si muovano»
Il vicesindaco Ferrini ha espresso il punto di vista dell’amministrazione al sindacato Fim, Fiom e Uilm preoccupate: il progetto è cambiato, il Governo dia risposte chiare
PIOMBINO. Il piano industriale di Aferpi e la situazione dei lavoratori è stata al centro della riunione di ieri mattina in sala consiliare tra i segretari di Fim, Fiom e Uilm, rsu e il vicesindaco Stefano Ferrini, gli assessori all’ambiente Marco Chiarei e all’urbanistica Carla Maestrini. L’incontro, richiesto dai sindacati in vista della convocazione del prossimo 28 luglio al Mise, è servito a fare il punto sulle molte questioni in ballo, dalle scadenze degli ammortizzatori sociali in rapporto al piano Aferpi, alle difficoltà finanziarie del presidente Issad Rebrab legate ai contrasti col Governo del suo Paese.
In particolare, da parte dei sindacati, è stato chiesto all’amministrazione comunale di esprimere un giudizio chiaro sulla credibilità e sostenibilità di un piano che, anche se non ufficialmente, inserito nella richiesta di autorizzazioni per la nuova acciaieria, è modificato rispetto all’accordo che i sindacati avevano firmato con l’azienda un anno fa.
«I lavoratori hanno accettato una riduzione significativa del proprio stipendio – hanno affermato i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm – sulla base di questo accordo che ora appare diverso, con dilazioni temporali anche significative che possono generare problemi gravi per la copertura degli ammortizzatori sociali e con numeri sul personale differenti».
Da queste considerazioni deriva la necessità di «un confronto con le istituzioni e di risposte certe da parte del Governo che di quell’accordo – come mette sottolinea il sindacato – è stato il garante».
«La situazione è complessa - ha evidenziato Stefano Ferrini - e non è certo quella che ci saremmo aspettati lo scorso anno. Dobbiamo comunque tenere presente la situazione da cui siamo partiti, ancora più difficile di questa, in cui per molto tempo abbiamo vissuto il rischio di non avere compratori o di consegnare lo stabilimento a soggetti poco credibili o con piani che prevedevano un’occupazione ridotta all’osso. Condivido pertanto le preoccupazioni dei sindacati, che sono anche le nostre, e ritengo legittima la domanda posta alle istituzioni. A questa domanda rispondo però facendone un’altra – ha proseguito il vicesindaco – per provare a capire meglio. E cioè se Rebrab avesse valutato non più conveniente restare a Piombino, non sarebbe stato molto più semplice per lui aspettare la scadenza dei due anni di obbligo a mantenere l’occupazione in base all’accordo e lasciare il piano originariamente presentato da Cevital, anziché produrre in Regione documenti che ipotizzano nuovi scenari? E che senso avrebbe avuto trattare e concludere con Sms Demag per l’acquisto di forno elettrico e treno rotaie, attivare tutte le procedure autorizzative per poi mollare tutto? Per questo motivo mi sento di dire che in questa rimodulazione degli investimenti dobbiamo credere».
Per Ferrini questo «non vuol dire minimizzare le problematiche che tale rimodulazione comporterà e nascondere quelle sul capitale circolante, perciò è importante monitorare costantemente la situazione e in questo senso l’incontro del Governo con Rebrab, e poi del Governo con i sindacati, per il quale il sindaco Massimo Giuliani si è speso nei giorni scorsi insieme al presidente Enrico Rossi, alla sottosegretaria Silvia Velo e al consigliere regionale Gianni Anselmi, va in tale direzione. Ciascuno deve fare la sua parte con senso di responsabilità e realismo – ha concluso – compreso il sistema bancario che ancora può fare molto per consentire a un progetto complesso e immerso nelle difficoltà che conosciamo di potersi realizzare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google