Italia
Via alla rivoluzione della mobilità, in città e a Baratti e Populonia
Presentate le linee guida dall'assessore Capuano, il Comune attende contributi fino alla fine di agosto
PIOMBINO. Dal primo di settembre il Pum (piano urbano della mobilità) scenderà nei dettagli, zona per zona: fino alla fine di agosto le associazioni e i comitati interessati avranno tempo per fare le proprie proposte e inviarle al Comune.
Dal 2017, poi, le varie modifiche inizieranno a essere attuate, partendo dalla zona di Baratti e Populonia. Una cosa è certa: sarà una mezza rivoluzione che cambierà Piombino. E la filosofia di fondo dell’Amministrazione è chiara: meno auto, più biciclette, più pedoni.
Il tutto all’interno di un quadro complessivo che, da qui a qualche anno, muterà profondamente, perché il porto avrà movimenti maggiori, perché la fabbrica non sarà più dov’è adesso e si libereranno grandi spazi, perché in Costa Est al posto della centrale Enel ci sarà una realtà tutta nuova, con all’interno un grosso outlet di moda, che porterà flussi importanti.
Giovedì 14 pomeriggio l’assessore Claudio Capuano, insieme all’ingegner Massimo Ferrini, presidente della Tages di San Giuliano Terme, la società cooperativa che da anni opera nel campo della pianificazione e progettazione dei sistemi di mobilità, ha spiegato le linee guida del Pum in un incontro pubblico in sala consiliare, al quale hanno partecipato le associazioni, l’Atm per il trasporto pubblico, i comitati locali.
«Ho già avuto i primi contatti - spiega Capuano - e in questo incontro ho illustrato qual è la filosofia del piano. Entro agosto mi attendo numerosi contributi, poi da settembre inizieremo a buttar giù i vari aspetti. Inizieremo ad applicare le modifiche dal 2017. È chiaro che prenderemo in esame solo le proposte che ci arriveranno, quindi chi è interessato si faccia sentire».
Il Pum non è un piano del traffico, sia chiaro. Anche se il traffico sarà uno degli aspetti che saranno trattati. È un intervento a 360 gradi su tutto ciò che è mobilità, dai pedoni, alla ferrovia, ai parcheggi.
«Ci sono vari ambiti all’interno dei quali lavoreremo andando nei dettagli. Abbiamo scelto di iniziare da Baratti e Populonia, dove il quadro attuale è insostenibile. Ma poi ci occuperemo delle grandi arterie di scorrimento, come la Geodetica, per la quale stiamo parlando anche con i balneari e con i grandi villaggi, come Pappasole e Orizzonte, o la nuova 398 che, in questo contesto, è fondamentale. Il 20 luglio, invece, siamo in Regione per affrontare il nodo dello spostamento della stazione, che rientra nel quadro più ampio della riqualificazione di via Roma e dello spostamento della Coop. Quindi il centro: pensiamo a un ampliamento della Ztl e della zona pedonale, oltre allo spostamento del mercato che non può restare dov’è adesso. All’interno di questo i temi da trattare saranno più particolari: penso ai parcheggi per i residenti e a un miglioramento complessivo di via del Popolo fino a piazza Bovio. Lo stesso dicasi per la zona di Salivoli e per via Unità d’Italia: quando ci sarà la nuova 398 potremmo pensare anche di metterci gli alberi: dDipenderà da quanto spazio sarà liberato dopo lo spostamento della fabbrica. Infine andrà rivisto anche il trasporto pubblico locale».
L’ingegner Ferrini, della Tages, di piani della mobilità negli anni ne ha organizzati parecchi, in mezza Toscana. E, ormai, ha ben chiaro il percorso da seguire per migliorare la vivibilità delle città e, al tempo stesso, avere il minor impatto sulle abitudini consolidate e superare le resistenze e le paure che sempre ci sono quando si cambia qualcosa. «Prima di tutto serve una vista d’insieme, poi andremo a affrontare i piccoli problemi, come un senso unico o un parcheggio in più o in meno. Intanto abbiamo acquisito una grande mole di materiale:un’analisi approfondita della sosta, giornaliera e notturna, l’utilizzo del trasporto pubblico, il tasso di incidentalità strada per strada. Poi ascolteremo le proposte che arrivano dalla città. E, magari, faremo delle scelte. Un esempio? La stazione. I dati dicono che i treni sono pochi e i passeggeri ancora meno. Per cui o la mettiamo nelle condizioni di funzionare davvero, oppure scegliamo di farne a meno e potenziamo il servizio di navetta da Campiglia».
Fra l’altro Piombino, da qui a qualche anno, sarà una città profondamente diversa. «Ci sono aspetti decisivi, come il nuovo porto e lo spostamento della fabbrica. Della centrale Enel, in realtà, mi preoccupo meno, perché grossi problemi di accessibilità non ci saranno».
Il piano, comunque, partirà da Baratti e Populonia. Un rappresentante del comitato era presente all’incontro di ieri. «Qualcosa faremo di sicuro - dice ancora l’assessore Capuano - perché così non va bene. Le strade sono strette, i parcheggi spesso selvaggi. Vogliamo un golfo più vivibile, anche se poi inverno e estate potranno avere soluzioni diverse. Positivo, intanto, che nella variante per Poggio all’Agnello sia prevista una nuova strada di accesso alla struttura».
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