Uccise Lorenzo Claris Appiani e altre due persone, condannato all'ergastolo
Claudio Giardiello sparò al tribunale di Milano il 9 aprile dell'anno scorso: "La pistola era lì da tre mesi"
RIO MARINA. Il gup di Brescia Paolo Mainardi ha condannato all'ergastolo Claudio Giardiello, l'uomo che il 9 aprile di un anno fa, armato di pistola, uccise tre persone nel Palazzo di Giustizia di Milano. Nel processo col rito abbreviato, Giardiello era stato definito capace di intendere e di volere in base a una perizia disposta dal giudice.
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Il giudice ha accolto la richiesta di condanna all'ergastolo formulata dal pm Isabella Samek Lodovici. Poco prima della camera di consiglio, l'imputato ha voluto rendere dichiarazioni spontanee spiegando di aver portato la pistola tre mesi prima della strage in Tribunale, senza però fornire ulteriori indicazioni su dove l'avesse nascosta e su eventuali complicità.
Intorno alle 8 e 40 del 9 aprile dell'anno scorso, Claudio Giardiello entrò nel Palazzo di Giustizia dal varco di via San Barnaba e circa due ore dopo esplose il fuoco con la sua Beretta nell'aula al terzo piano dove si stava celebrando il processo a suo carico per la bancarotta fraudolenta della sua immobiliare 'Magenta'.
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L'uomo preme il grilletto quando Lorenzo Claris Appiani, il suo ex giovane avvocato, 37 anni, sta per leggere la formula del giuramento. Poi a cadere sotto i suoi colpi è il coimputato Giorgio Erba. Mentre il terrore si spande nel Tribunale e dopo avere ferito il suo ex socio Davide Limongelli, Giardiello scende al piano di sotto dove fredda il magistrato Fernando Ciampi, 72 anni, che stava lavorando nella propria stanza. Il movente è la vendetta e la disperazione per il tracollo finanziario.
Per la difesa, rappresentata dall'avvocato Andrea Dondè, ma non per i periti, quel giorno era parzialmente incapace d'intendere e di volere e non ci sarebbe stata premeditazione. Di diverso avviso l'accusa che ha contestato la premeditazione, affiancata dalle parti civili. Oltre a Giardiello, che è stato condannato per omicidio aggravato plurimo e lesioni gravi, c'è un altro accusato per la strage: una delle guardie giurate addette ai controlli, Roberto Piazza, che è accusato di concorso in omicidio e lesioni colpose ed è già stato rinviato a giudizio.
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