Sicurezza
«Troppe lacune per Rimateria» Il M5s boccia il progetto
Nonostante l’apprezzamento sostanziale, il movimento dice no anche al piano della protezione civile «E’ ben fatto, con qualche piccola criticità, ma avrebbe dovuto essere approvato l’anno passato»
CAMPIGLIA. Ancora troppe lacune nel progetto Rimateria. Lo affermano i portavoce del Movimento 5 stelle, Daniele Fioretti e Cristina Chesi commentando i lavori dell’ultimo consiglio comunale.
In sostanza, pur condividendo l’idea di un impianto «in grado di garantire il recupero, il trattamento,il riciclo e lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti speciali e pericolosi,oltre che la progettazione e la realizzazione di interventi di bonifica delle aree industriali e dei siti contaminati, rimangono ancora troppi punti non chiari». Da qui il voto contrario. Astensione, invece, sullo spostamento del fondo di riserva in bilancio, a copertura della messa in sicurezza della Rocca, danneggiata da un fulmine mesi fa. Con il provvedimento le amministrazioni devono far fronte totalmente alle spese della sua messa in sicurezza e dell'eventuale ristrutturazione. «Pur non essendo d'accordo sul bilancio, riteniamo oneroso che un'amministrazione si debba sobbarcare totalmente il ripristino di un “bene comune" per di più danneggiato da un evento naturale, senza che la Soprintendenza abbia stipulato almeno un'assicurazione che avrebbe alleggerito il carico economico dell'amministrazione stessa. Questo anche guardando al futuro, nel caso in cui il M5S fosse chiamato a governare Campiglia», affermano i due consiglieri. In commissione cultura, Fioretti, che ne è presidente, proporrà un documento senza simboli che richieda la revisione del provvedimento. In questo caso il M5S si ritiene in parte soddisfatto, «perchè quando si lasciano da parte le ideologie divergenti, si riesce a condividere l’intento di salvaguardare un bene come la rocca»
La carrellata a cinque stelle prosegue con il piano di protezione civile. «Un piano ben fatto dall’architetto Annalisa Giorgetti, molto disponibile nei chiarimenti richiesti,con piccole criticità nel piano di evacuazione rispetto al censimento delle persone anziane sole. La criticità più grande però,sta nel fatto che quel piano doveva essere già approvato lo scorso anno e per questo, abbiamo espresso voto contrario».
Passo successivo, un ordine del giorno per la rimozione del casello e del pedaggio autostradale Vada/Rosignano, frutto di una mozione già presentata e non approvata dalla giunta, «nonostante fosse una mozione presa e riproposta tale e quale dagli allora consiglieri regionali Pd Tortolini e Ruggeri. Anche su questo punto però, ci riteniamo abbastanza soddisfatti,perchè siamo riusciti a strappare la promessa di un nuovo documento che richieda alla Regione la soppressione immediata del casello».
Argomento di forte interesse per i Cinque stelle, quello del servizio idrico in funzione della scalata da parte del socio industriale di Asa, Iren, interessato ad acquisire con un aumento di capitale, la maggioranza delle azioni di Asa «in contrapposizione con il referendum popolare del 2011 con cui i cittadini hanno richiesto espressamente che l'acqua in quanto bene primario, rimanga pubblica. Il rispetto dell'art 42 del Tuel prevede che, in attesa dell’assemblea pubblica dei sindaci che viene costantemente rimandata, se ne parli in consiglio comunale. La risposta del sindaco è stata abbastanza leggera rispetto all'importanza dell'argomento. Praticamente ha dichiarato che passerà dal consiglio solo quello ritenuto utile e che tutto ciò che riguarda “l'acqua pubblica”,è sempre molto nebuloso. Da qui la bocciatura».
Gli animi si sono surriscaldati con la mozione sulla riorganizzazione del corpo della guardia forestale previsto dal decreto Madia. «Avevamo chiesto di instaurare un tavolo di lavoro con la Regione per evitare la militarizzazione del corpo con i carabinieri, che farebbe perdere gran parte di professionalità efficienti in materia di ecomafie e inquinamento. Puntavamo su una riorganizzazione concreta con la polizia mantenendo ciascuno i propri ruoli a parer nostro importantissimi. Siamo stati accusati di strumentalizzare la cosa, di fare l'occhiolino alla destra, alla sinistra ed al centro,mentre il Pd si è trincerato a livello nazionale nel mutismo più assoluto non riuscendo a rispondere ad un interpellanza del M5S sul perchè del decreto. Come sempre , - concludono Fioretti e Chesi - eraquando la maggioranza non riesce a dare risposte,inveisce in modo arrogante».
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