Il Tirreno

«Sono i Comuni a non volere Rimateria»

«Sono i Comuni a non volere Rimateria»

Comune dei Cittadini dopo il consiglio a Campiglia: delibere diverse e assenso solo a parole

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CAMPIGLIA. Comune dei Cittadini interviene sul progetto Rimateria.

«Quello che propone oggi Valerio Caramassi, presidente di Rimateria, è ciò che propone il Comune dei Cittadini da sempre: recuperare i rifiuti industriali di Piombino e impiegare il prodotto in sostituzione degli inerti di cava delle colline campigliesi. Siamo d'accordo, ma purtroppo a non essere d'accordo sono gli stessi Comuni che, a parole, dicono di sostenere il piano di Rimateria. È quello che emerso nel consiglio comunale dove si sanciva sostanzialmente la fine di Asiu spa e la nuova missione di Rimateria: trattamento, stoccaggio e riciclo di rifiuti speciali. Nei piani di Rimateria c'è la messa in funzione dell'impianto Tap, costato oltre 11 milioni di euro, inaugurato nel 2009 e oggi fermo. Per la realizzazione del progetto si prevede l'ingresso di nuovi partner privati per la quota del 60%. L'obiettivo dichiarato è quello di produrre un materiale di recupero da usare in sostituzione degli inerti di cava, a partire dalle opere pubbliche, come previsto da decenni da leggi nazionali e regionali. Sono gli stessi impegni che i Comuni assunsero oltre 15 anni fa e che hanno disatteso. Non hanno mai ridotto i volumi delle cave. Addirittura l'on Velo, oggi sottosegretario all'ambiente, da sindaca nel 2002 raddoppiò i volumi scavabili a Monte Calvi da 4 a circa 8 milioni di mc. È per queste ragioni che oggi, a distanza di 15 anni dai buoni propositi, la più grande opera pubblica della Val di Cornia (l'ampliamento del porto di Piombino) è stata realizzata senza impiegare neppure un grammo di materiali riciclato, nonostante i rifiuti da trattare fosse collocati a ridosso delle nuove opere. Chiarite le responsabilità politiche del disastro dei 15 anni passati (imputabile al Pd e ai suoi sindaci), abbiamo valutato se dare fiducia al piano presentano. Purtroppo però i fatti parlano una lingua diversa. La giunta Soffritti ha sostenuto nel 2014 il Piano provinciale delle cave che non riduce neppure un metro cubo dei volumi da scavare e consente il prolungamento delle concessioni di almeno 10 anni. Inoltre in quel piano non si fa mai riferimento all'opportunità che potrebbe essere offerta dal recupero di rifiuti industriali di Piombino. Il recupero dei rifiuti abbandonati nelle aree industriali di Piombino presuppone costose bonifiche. I pochi soldi stanziati dal Ministero dell'Ambiente (50 milioni) sono nulla rispetto ai bisogni effettivi in ogni caso non risulta ancora che siano attribuiti a Rimateria (società di diritto privato) per le bonifiche delle discariche abusive che si propone di risanare. Inoltre i Comuni soci di Rimateria non parlano lo stesso linguaggio. Mentre in una delibera del Comune di Piombino che approva i piani di Rimateria sta scritto che i rifiuti industriali recuperati “possono sostituire, in tutto o in parte, i materiali di cava provenienti dai comuni di Campiglia e San Vincenzo destinati alla realizzazione di opere infrastrutturali”, nella stessa delibera di Campiglia questo passaggio non c'è».

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