Lutto
Il carcere di Porto Azzurro intitolato a De Santis
Ieri la cerimonia con il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri Ha partecipato anche il figlio della guardia che evitò la rivolta nel 1943
PORTO AZZURRO. Da ieri, la Casa di reclusione di Porto Azzurro, l'ex Portolongone, porterà il nome di Pasquale De Santis, l'appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia e medaglia d'oro al merito civile "alla memoria" morto nel settembre 1943 nell'atto di fermare la rivolta di detenuti.
La cerimonia si è svolta ieri mattina, alla presenza del sottosegretario al ministero della Giustizia, Cosimo Maria Ferri.
Ad accogliere il sottosegretario c'era il direttore generale del personale e delle risorse Pietro Buffa, il provveditore regionale dell'Autorità penitenziaria per la Toscana e l'Umbria Giuseppe Martone, il direttore dell'istituto Francesco D'Anselmo e il comandante degli agenti di custodia Giulia Perrini. Hanno partecipato autorità civili e militari di Porto Azzurro e dell'Elba.
Il cappellano dell'istituto penitenziario don Francesco Guarguaglini ha benedetto la targa e dopo è stata deposta la corona d'alloro.
Si sono succeduti gli interventi del comandante di reparto della Cr di Porto Azzurro, del direttore della Cr di Porto Azzurro, del provveditore regionale.
Particolarmente applaudito l'intervento di Aldo De Santis, figlio di Pasquale, anch'egli agente di polizia carceraria.
«È un onore per me - ha detto fra l'altro Cosimo Maria Ferri - intitolare questo carcere a un uomo che non solo ha servito lo Stato per anni con dedizione e massima lealtà, ma è anche stato decisivo per evitare una strage all'interno di questa struttura».
Il sottosegretario ha ripercorso gli ultimi istanti di vita prima della morte avvenuta a 39 anni.
«Pasquale De Santis - ha continuati Ferri - morì per mano di un ergastolano che lo colpì con una lima al fine di compiere una maxi evasione dalla struttura».
Nonostante fosse colpito a morte l'appuntato riuscì a impedire al detenuto di accedere all'armeria (dove erano contenute numerose armi) salvando così molte vite ed evitando la fuga di oltre milleeduecento detenuti.
«Oggi è un giorno importante - ha sottolineato Ferri - non conta che siano passati diversi decenni da quel tragico giorno. Oggi è più che mai necessario il ricordo anche per continuare a investire su un sistema carcerario che faccia della rieducazione del detenuto il principio fondante di ogni giornata trascorsa all'interno della struttura. Oggi sono eroi come Pasquale che devono entrare nel nostro mental set e aiutarci a cambiare il modo di intendere la detenzione, non più struttura solo costruita su obblighi e doveri verso le istituzioni, ma struttura - ha concluso il sottosegretario - con obblighi e doveri verso sia se stessi che le istituzioni».
«Figure così limpide e cristalline come quella di Pasquale De Santis - ha aggiunto il direttore D'Anselmo - fanno onore alla categoria, ma non solo a Porto Azzurro, ma anche a tutta l'Elba. Pensiamo cosa sarebbe potuto succedere sull'Isola, se la rivolta non fosse stata fermata sul nascere».
«L'esempio di Pasquale De Santis - ha concluso il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni - può servirci a capire cosa s'intende per integrazione. Nativo di un paesino in provincia di Teramo, è giunto all'Elba e qui ha messo su casa. Oggi la sua famiglia è motivo di vanto per il nostro Comune».
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