Il Tirreno

“No” alla settimana corta i genitori non ci stanno

di Luigi Cignoni
“No” alla settimana corta i genitori non ci stanno

Introdotta alle medie Pascoli con delibera del consiglio di istituto che spiega «Aveva votato per il sì la maggior parte, abbiamo solo ratificato la scelta»

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PORTOFERRAIO. La settimana corta alla Pascoli, a partire dal prossimo settembre, è il tema caldo di quest'estate. Non si sono fatte attendere le reazioni alla decisione di far partire, a livello sperimentale, l'orario delle lezioni in viale Elba dalle 8 alle 14, con due interruzioni (la prima attorno alle 10 e la seconda alle 12), da parte di alcuni genitori. Sono contrari alla scelta e si sono costituiti in comitati come "Genitori contrari alla settimana corta" o "Genitori perplessi". E la dirigente dell'istituto risponde che sono state rispettate le procedure del caso: i passaggi per arrivare all'adozione del nuovo orario sono stati corretti e i genitori sono stati informati su quanto si stava discutendo alla Pascoli. Le uniche problematiche da tener presenti sono nelle classi del corso musicale (33 ore settimanali, dalle 8 alle 13 e il martedì dalle 15 alle 17, con un modulo di cinquanta minuti per lezioni individuali), ma il dirigente scolastico, Maria Grazia Battaglini si era dichiarata disponibile a concordare soluzioni che rispettassero le aspettative dell'utenza. «Le potremo trovare insieme - aveva dichiarato al nostro giornale - Discutendone nelle sedi opportune, si potranno esplorare le possibili soluzioni, sempre con spirito costruttivo e con equilibrato confronto scuola-genitori che tutti noi auspichiamo». Ad avviare la discussione nei social sull'argomento era stata l'ex insegnante del liceo Foresi, Licia Baldi: «Sono nonna di due alunni che frequenteranno rispettivamente la seconda e la terza media e che hanno iniziato un percorso scolastico con un tipo di offerta formativa che ora viene arbitrariamente modificata. Se proprio il consiglio di istituto ambisce a introdurre questa novità, lo faccia in una prima classe a titolo sperimentale, senza produrre un generale terremoto scolastico». Cui ha fatto seguito un lungo memorandum dei rappresentanti del Comitato dei genitori contrari alla settimana corta, in cui si contestavano alcuni passaggi. Tipo: la delibera del consiglio d'istituto. Erano presenti 10 membri su 19. Dei 10 presenti, 8 si sono mostrati favorevoli, 2 contrari. Degli 8 genitori rappresentanti la metà erano assenti e dei 4 presenti 2 si sono dichiarati favorevoli, 2 contrari. La convocazione dei rappresentanti di classe, il 19 maggio, è avvenuta in maniera superficiale. Il sondaggio con tutti i genitori nel quale si doveva esprimere il consenso/dissenso sulla settimana corta si è svolto al momento del ritiro delle pagelle, il 23 giugno dalle 10 alle 11,30. «Ci preme inoltre sottolineare - si legge nel documento - che, in piena stagione turistica, molti genitori, ignari del sondaggio, avevano delegato amici e parenti al ritiro della pagella, e molti altri sono andati a ritirarla in segreteria; altri ancora non hanno ancora provveduto al ritiro». Non ha tardato a far sentire la propria voce il consiglio d'istituto. Il quale puntualizza che tre anni fa genitori e docenti con maggioranze bulgare (69,45%) si sono dichiarati a favore del sì, però il consiglio d'istituto di allorasi era espresso per il no. «Quest'anno, sulla base di numerose e rinnovate richieste, tenuto conto anche del permanere dell'orientamento favorevole, di docenti e genitori, il consiglio ha ritenuto optare favorevolmente, affinché potesse essere adottata, in via sperimentale la settimana corta». Conclude il comitato Genitori Perplessi: «Visto l'argomento delicato e importante per la didattica e la crescita umana e psicologica degli alunni, vorremmo conoscere il pensiero dell'assessore alla scuola del Comune di Portoferraio, Anselmi che lavora presso lo stesso istituto, nel corso musicale più di ogni altra sezione penalizzato dalla settimana corta».

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