Il Tirreno

Carsal, il Comune studia le proposte per un nuovo uso

di Francesca Lenzi
Carsal, il Comune studia le proposte per un nuovo uso

Il sindaco Giuliani conferma la riconversione della struttura «Con il “Comitato di via Gori” riqualificheremo tutta l’area»

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PIOMBINO. Riconvertire la struttura a uso sociale e riqualificare la zona, condividendo ogni decisione con i cittadini. Il Comune ribadisce la volontà del cambio di destinazione d'uso per l'ex Carsal di via Gori, utilizzato dall’amministrazione negli ultimi quattro anni come pronto soccorso abitativo. «Nonostante l’emergenza abitativa che ha raggiunto in città livelli mai visti, confermo l’obiettivo di liberare la struttura ricollocando le persone rimaste in altri spazi – dice il sindaco, Massimo Giuliani – L'idea è di avere il complesso vuoto per avviare una riconversione dell’immobile».

Da centro diurno a soccorso abitativo. La storia del Carsal parte da lontano, con una struttura che per oltre trent’anni ha rappresentato un sostegno importante, come centro diurno dedicato a persone disabili, perlopiù giovani, a favore delle famiglie piombinesi. Servizio pubblico, con la compartecipazione delle rette delle famiglie, gestito da una cooperativa, e terminato a fine 2011, quando i ragazzi con disabilità gravi (una quindicina) che frequentavano il centro di via Gori, furono trasferiti in una struttura analoga a Campiglia. Trasferimento arrivato a sorpresa, dovuto a motivi economici (si parlava di 55mila euro di risparmio nel bilancio sociale, integrato tra Comuni e Regione, gestito da Asl), che creò malumore e non pochi disagi alle famiglie dei ragazzi. Nel futuro immediato del Carsal, quindi, la trasformazione in pronto soccorso abitativo. Uno strumento che da subito divenne prezioso: nel marzo del 2012, infatti, le persone rimaste senza casa, dopo il crollo di un palazzo in via della Repubblica, furono sistemate proprio in via Gori. D’altra parte, quella che doveva essere una struttura di emergenza abitativa si trasformò presto in alloggio permanente, con tanto di petizione da parte dei residenti, riuniti nel “Comitato di via Gori”, per un cambio di destinazione d’uso. A sollecitare un intervento da parte dell’amministrazione, a più riprese, anche il Movimento 5 stelle, a denunciare la situazione di degrado della zona.

Cambio d’uso. Il tutto fino all’estate del 2015, quando la situazione abitativa all’interno del Carsal iniziò ad “alleggerirsi” (cinque i nuclei familiari registrati nel luglio scorso) e a settembre arrivò la dichiarazione da parte del Comune sulla decisione del cambio d’uso. Annuncio al quale non seguono, tuttavia, nei mesi successivi azioni concrete, tanto che i residenti di via Gori tornano a farsi sentire chiedendo a gran voce al sindaco una data certa sulla ricollocazione delle persone ancora ospitate (tre attualmente). Sindaco che ribadisce l’obiettivo di riconversione della struttura, senza però sbilanciarsi sui tempi. «In questo momento stiamo avviando un percorso che vedrà l’Ex Carsal riconvertito a uso sociale – afferma Giuliani – Con il “Comitato di via Gori” c'è collaborazione e ascolto reciproco, tanto che ci siamo impegnati a prendere in esame, tra le proposte avanzate, l’ipotesi di un ritorno dell’uso della struttura similare al vecchio Carsal, dedicato ai diversamente abili e a persone con problemi psicofisici e mentali. Un percorso che va necessariamente condiviso con l’Asl secondo tutti i requisiti che un centro simile debba avere, oltre ad operatori specializzati. A ogni modo – prosegue Giuliani – se anche questa ipotesi dovesse rivelarsi impraticabile, nel futuro della struttura ci sarà l’uso sociale; le proposte che ci stanno arrivando sono tante e tutte valide». Dopo aver stabilito la nuova destinazione dell’immobile, saranno valutati gli interventi di manutenzione da fare. «I lavori verranno fatti in virtù dell’utilizzo della struttura – spiega il sindaco – E di lavori da fare ce ne sono come purtroppo spesso capita in situazione di precarietà, quando non ci si cura troppo di mantenere un bene pubblico affidato temporaneamente».

Riqualificazione della zona. Oltre alla riconversione e al ripristino dell’immobile, il piano del Comune prevede anche una riqualificazione dell’intera area. «Parlo di rifare marciapiedi – ricorda Giuliani – sistemare gli spazi verdi, l’illuminazione, collocare panchine; insomma dare un nuovo volto a una zona vicina al centro. Abbiamo già diversi progetti da considerare e da condividere con i residenti».

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