Il Tirreno

Sorrisi al femminile che vincono la povertà

di Cecilia Cecchi
Sorrisi al femminile che vincono la povertà

Aiuti al Madagascar: in mostra scatti di donne e bambine

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SAN VINCENZO. Il sorriso celebra la vita. Nonostante l’estrema povertà. Sta qui il cuore della mostra fotografica dedicata a donne e bambine del Madagascar, appunto tra le più sorridenti e le più povere del mondo (Casa della Cultura, inaugurazione il 23 luglio alle 18).

Organizza Gialuma Onlus, associazione di volontari da anni impegnati nella lotta al sottosviluppo nei paesi ai margini del mondo. Spiega Luana Mannocci, presidente di Gialuma (piombinese, dottoressa specializzata pure in medicina delle povertà che lavora a Roma): «Mostra come contributo di conoscenza che ci avvicina a comprendere chi è più fragile: le bambine e le donne, che per prime subiscono abusi della povertà e dell’ignoranza. Portatrici di vita e di gioia – dice – madri instancabili, madri nonne, madri bambine. Storie e profili di donne e bambine malgasce che accolgono la vita con un sorriso e che danno senza chiedere. In un arcobaleno di etnie che fanno del Madagascar centro di culture molteplici, tramandate a voce da popoli africani,asiatici, arabi, polinesiani, nasce questa riflessione sulle esperienze e le sensazioni che ci hanno accompagnato in questi anni d’intervento di volontariato in questa terra lontana: il Madagascar». L’esposizione, composta da foto scattate proprio dai volontari durante le missioni, sta facendo il giro d’Italia (da marzo 2012). Tra gli obiettivi?

«Sostenere la realizzazione di un centro di didattica cura ed alimentazione dei giovani più poveri – risponde Luana Mannocci – finalizzato alla scolarizzazione, alla prevenzione delle malattie trasmissibili e delle gravidanze precoci nonché della prostituzione. Ma anche – sottolinea – rafforzare il senso di condivisione e di scelta consapevole di sostegno e partecipazione ad interventi di solidarietà diretta, al di fuori del solo contesto della carità, nella consapevolezza e nella ricerca di nuovi sviluppi e di nuove modalità delle relazioni d’aiuto. Necessario – prosegue la presidente – educare specialmente le nuove generazioni, alla gioia ed al riconoscimento dei veri valori della vita, innescando una riflessione sul nostro modo di vivere, di consumare e di sprecare… di non essere felici, nonostante tutto. In campo volontari che non chiedono riconoscimenti, ma tentano di “insegnare” l’educazione al rispetto, in uno sforzo universale e laico d’intendere ogni piccolo cambiamento, ogni piccolo risultato, come momento unico, magico frutto dell’amore per gli altri». Per aiutare subito? www.gialuma.it

Cecilia Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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