Il dolore
«Avevo denunciato i rischi di quella strada»
Un vigile del fuoco a marzo aveva scritto ai Comuni: lì giovedì è morto un ragazzo in bici travolto da un’auto
La morte di James Chime, il 27enne nigeriano investito e ucciso giovedì notte da un’auto mentre in bici tornava al centro delle Pianacce, ha rilanciato il tema dei rischi per gli ospiti dei centri di accoglienza e per i lavoratori che raggiungono le campagne in bici percorrendo la vecchia Aurelia tra Riotorto e Follonica.
Rischi che erano stati segnalati formalmente a marzo, con posta certificata, da Lorenzo Biagini, vigile del fuoco che vive a Piombino e lavora a Follonica.
Quella strada la conosce bene. Biagini si era rivolto ai Comuni di Piombino, Follonica e Campiglia, e alle Province di Livorno e Grosseto. Nessuna risposta.
«Ogni turno di lavoro al mattino e alla sera – aveva scritto Biagini – percorro la strada Geodetica e un tratto della Vecchia Aurelia. Puntualmente incontro migranti africani sia di prima mattina che col buio, con qualsiasi condizione meteo e coi più svariati mezzi di trasporto, spesso anche a piedi. La pericolosità è già nota. Credo però – aveva aggiunto – che queste persone che le percorrono senza un’auto e senza alcun dispositivo di sicurezza abbiano diritto a poter raggiungere il proprio luogo di lavoro o la propria dimora al pari di chi in quelle zone ci vive da anni e può permettersi un’autovettura».
Da qui la lettera per sensibilizzare le amministrazioni sulla necessità di mettere in campo tutte le azioni disponibili per consentire ai migranti di percorrere in sicurezza le nostre strade. «Personalmente - aveva concluso Biagini - ho pensato anche a un progetto che attraverso il crowdfunding potrebbe consentire di reperire le risorse disponibili».
Intanto, se l’assenza di illuminazione pare aver avuto un ruolo fondamentale nell’incidente di giovedì notte, il gruppo Salvaiciclisti Piombino fa alcune considerazioni sui social: «Farsi vedere è indispensabile. Se queste persone non hanno la possibilità di farlo, aiutiamoli. Sono loro le vittime. E non se la vanno a cercare. Aiutiamo anche chi non capisce che in strada ci sono pure persone senza corazze. Hanno lo stesso diritto di starci e non ci vengono addosso con quintali di lamiera. I ciclisti uccisi in pieno giorno sono la maggioranza dei casi».
James Chime era alle Pianacce esattamente da un anno. I responsabili del centro hanno avvisato il consolato nigeriano a Firenze, e da lì è stata rintracciata una sorella che vive in Italia, attesa per oggi a Piombino.
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