Sicurezza
Rubinetti a secco a Pareti e falde ridotte
Col caldo e l’arrivo dei vacanzieri, ecco i problemi. Brilli (Asa): «Più presenze e richieste nei weekend»
PORTOFERRAIO. Con il caldo e l’arrivo dei vacanzieri si presentano problemi per l’erogazione dell’acqua. In alcune località i rubinetti sono stato a secco per cinque giorni, come nella frazione capoliverese di Pareti, dove gli operatori turistici per evitare disagi agli ospiti sono ricorsi al rifornimento dei serbatoi con autocisterne, almeno fino alla mattinata di mercoledì, quando è arrivato il personale di Asa. I tecnici dell’azienda che gestisce il servizio idrico, per bypassare l'intasamento sulla tubatura principale che rifornisce la frazione di Pareti.«L’inconveniente - ha informato Mirco Brilli, reti e impianti Asa – era di quelli difficili da individuare, a differenza delle perdite ordinarie per le quali ci siamo attrezzati da tempo». L’emergenza di Pareti, però, ha fatto venire alla luce altri inconvenienti che sono stati segnalati, soprattutto a per quanto riguarda Nisportino, ma non solo. Qualche problema si è verificato anche a Porto Azzurro. In questo inizio d’estate 2016 pare quindi che, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno che non ha avuto nessuna criticità sul fronte dell’approvvigionamento idrico, qualche criticità cominci ad emergere.
«Al momento la situazione è in equilibrio – ha tranquillizzato Mirco Brilli – la produzione di acqua è più che sufficiente per far fronte ai consumi». È su questo fronte, però, che si sentono le prime differenze rispetto al 2015: «Al momento – ha precisato il dirigente di Asa – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno riscontriamo più presenze, con picchi nel fine settimana. Questo si ripercuote sui consumi, con una media di aumento del 15% , arrivando anche al 20% nei week end» soprattutto per le utenze di Capoliveri, Porto Azzurro e Marciana Marina. Ci attende quindi un’estate critica dal punto di vista idrico? «Ci siamo comunque attrezzati per far fronte anche ai momenti più caldi dell'anno – ha concluso Brilli – certo, ci vorrà la consueta attenzione ai consumi, e nello stesso tempo le falde non sono cariche come nel 2015, visto che fino a febbraio le piogge sono state praticamente assenti».
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