Il Tirreno

Col cibo donato si va a tavola grazie al lavoro dei volontari

Claudia Guarino

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PIOMBINO. Il rumore delle sedie che si muovono è la prima cosa che si sente una volta entrati. Poi c’è l'odore del cibo che proviene dalla cucina adiacente alla sala. A mezzogiorno e mezzo nella mensa dei poveri “Monsignor Tonini” di via Landi, gestita dalla San Vincenzo De Paoli, inizia il pranzo.

Prima la preghiera e poi tutti seduti a consumare il pasto, chiacchierando col vicino di posto. L’acqua e le bibite sono sul tavolo. I piatti pieni sono serviti a tre tavolate di uomini, donne e qualche ragazzo. Quasi nessuno ha problemi a farsi fotografare, qualcuno anzi si mette in posa. A preparare il pranzo le volontarie, che portano i piatti in tavola col sorriso.
«La mia è una scelta – dice una di loro – lavoro che faccio molto volentieri». Enrico Eleuteri, presidente della conferenza “S. Antimo Martire” ricorda che i volontari «sono uomini e donne che offrono il loro servizio per la mensa ma non solo. Si occupano della distribuzione degli alimenti, dell’abbigliamento e delle scarpe alle famiglie, così come della raccolta di cibo da negozi e supermercati».

Il ruolo dei volontari è essenziale: il personale della struttura è composto quasi interamente da loro. Solo due persone pagate, assunte con contratto part time. Il loro compito è di selezionare le derrate alimentari che arrivano alla mensa. Sono responsabili Haccp (l’attestato che deve avere chi maneggia alimenti ndr) e badano alla conservazione del cibo che è raccolto e portato in via Landi di giorno in giorno.

Ci sono due pullmini. Uno si occupa di Piombino, l’altro dei Comuni vicini. I due veicoli fanno tappa quotidianamente presso supermercati o piccoli negozi, i quali donano il cibo in scadenza. Ma capita anche che si ottengano degli alimenti più freschi dagli agricoltori. Questi cibi, cucinati e impiattati, vengono serviti alla mensa dei poveri a pranzo, tutti i giorni esclusa la domenica.

C’è però un servizio aggiuntivo: i volontari confezionano dei pacchetti da asporto con il cibo avanzato. Chi vuole può portarseli via, per mangiare poi il contenuto la sera o la domenica, momenti in cui la struttura è chiusa. Enrico Eleuteri sottolinea l'importanza che il servizio mensa ha per il territorio, aggiunge che il lavoro della società e dei volontari va al di là del mero numero dei pasti forniti alla mensa. Conclude poi dicendo che «ci tengo ad aggiungere che la sede di via Landi è di proprietà della diocesi e che noi vorremmo continuare a usufruire di questo luogo ancora per lungo tempo».

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