Il dolore
Via al procedimento per la variante Aferpi
Ok della giunta all’adeguamento degli strumenti urbanistici. Maestrini: Città futura raddoppia con funzioni artigianali e di servizio
PIOMBINO. «Un passo importante per l’avvio della riconversione industriale».
Così una nota del Comune di Piombino definisce l’atto con cui ieri mattina la giunta ha approvato il documento che sancisce l’avvio del procedimento per la variante urbanistica necessaria all’attuazione del piano industriale di Aferpi.
«La definizione del nuovo assetto dello stabilimento di Piombino da parte di Acciaierie e Ferriere, il cosiddetto masterplan delle aree industriali – dice la nota del Comune di Piombino – conseguente al nuovo piano industriale che si incentra sullo sviluppo di tre diversi segmenti produttivi (quello siderurgico, la logistica e l’ agroalimentare), impone infatti la necessità di adeguare gli strumenti urbanistici esistenti (cioè il piano strutturale d’area, il regolamento urbanistico e il piano territoriale di coordinamento provinciale, oltre al Pit della Regione Toscana) alle nuove necessità emerse da parte dell’azienda. Per ragioni di logistica e di competitività della produzione industriale, Aferpi richiede infatti l’impegno di nuove aree per la realizzazione di infrastrutture a servizio dello stabilimento e la liberazione di altre».
Queste sono dunque le ragioni per le quali l’amministrazione comunale ha dato il via, con l’approvazione di questo documento, al procedimento dell’accordo di pianificazione «che consente di verificare, nell’ambito della specifica conferenza dei servizi tra le strutture tecniche delle amministrazioni competenti, l’effettivo contrasto con gli strumenti di pianificazione territoriale vigenti e di stabilire le ulteriori condizioni e prescrizioni per procedere alla successiva adozione della variante».
«Gli uffici comunali hanno fatto un grande lavoro per completare nei tempi stabiliti questo lavoro - afferma l’assessore all’urbanistica, Carla Maestrini - Si è trattato di un lavoro molto complesso che riguarda tutti i nostri strumenti urbanistici, dal livello locale a quello provinciale e regionale».
Maestrini sostiene che comunque «non si tratta di una questione puramente tecnica legata all’area industriale, ma piuttosto di una rilettura complessiva del rapporto tra la città e la fabbrica che cambierà l’assetto del territorio urbano. L’area di “Città Futura” ad esempio – conclude l’assessore all’urbanistica – verrà raddoppiata e alleggerita dalle destinazioni industriali con la previsione di nuove funzioni artigianali e di servizi».
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