Sicurezza
Perso sul Capanne, pagherà i soccorsi
Un turista si avventura sul sentiero, recuperato di notte dai vigili del fuoco. Ma il salvataggio potrebbe costargli caro
MARCIANA. Ha passato alcune ore difficili, perso sul Monte Capanne e recuperato di notte dai vigili del fuoco di Portoferraio. Ma per un turista di Bolzano di 33 anni, il peggio potrebbe ancora arrivare. L’escursionista rischia infatti di dover pagare le spese per l’operazione di soccorso o, almeno, per la riattivazione notturna della cabinovia.
È la sindaca di Marciana a svelare quanto potrebbe accadere: uno scenario che, in verità, la stessa prima cittadina ha fatto presente al trentatrenne soccorso, dopo pochi minuti da quando è sceso dalla cabinovia. «Partiamo dalla cosa più importante – racconta la sindaca di Marciana Anna Bulgaresi che era presente durante i soccorsi – nessuno si è fatto male, i soccorsi si sono conclusi positivamente. Ma non si può non considerare come per rintracciare l’escursionista si sia dovuta attivare una macchina dei soccorsi imponente. E, soprattutto, è stato riattivato un impianto dopo tre ore dalla sua chiusura, con il personale e lo stesso titolare che sono dovuti rientrare al lavoro dopo cena. Non è la prima volta che accede una cosa di questo tipo, credo sia arrivato il momento di prendere delle contromisure. Se chiederò di pagare le spese al turista? Non sarò io a farlo, ma è probabile che lo facciano i proprietari dell’impianto».
I soccorsi. L’allarme è scattato all'ora di cena, quando si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Sono stati i carabinieri a ricevere la richiesta di allarme, inoltrata quindi al comando dei vigili del fuoco di Portoferraio. La vice prefettura ha attivato i soccorsi, a cui hanno partecipato anche gli uomini della Protezione civile Elba occidentale - La Racchetta, soccorso alpino e volontari delle associazioni. Sul posto era presente anche la sindaca Anna Bulgaresi. In tutto oltre venti di persone. Il turista, partito da Pomonte, si era avventurato lungo i sentieri del monte Capanne intorno alle 18. Si è perso su uno dei sentieri, proprio mentre è calata l’oscurità ed è stata chiusa la cabinovia. La svolta è arrivata poco prima delle 22, quando i soccorritori sono riusciti a mettersi in contatto telefonico con il disperso. Il turista è riuscito a spiegare la sua posizione: vedeva la cabinovia, a quel punto i soccorritori lo hanno guidato fino alla stazione dell’impianto, organizzando così le operazioni di recupero che si sono attuate in tarda serata, completate intorno a mezzanotte. «Mi ha spiegato che non funzionava l’app del telefonino con le coordinate, ha perso il sentiero – racconta Bulgaresi – era buio, avrebbe dovuto fare marcia indietro. Si è trattato di un gesto avventato e non di un infortunio: per questo tipo di eventi la convenzione che firmammo alcuni anni fa prevede che le spese siano a carico della persona soccorsa. Mi dispiace, ma serve maggiore prudenza».
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