Il Tirreno

«Chiusi in casa sotto l’assedio dei cinghiali»

«Chiusi in casa sotto l’assedio dei cinghiali»

La lettera dell’imprenditore agricolo Rebua al vice prefetto: così sarò costretto a chiudere l’azienda

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PORTO AZZURRO. «Sono assediato tutte le notti da branchi di cinghiali che scorrazzano allegramente nei miei frutteti e vigneti, oltre che saccheggiare completamente il mio orto». Inizia così la lettera che Stefano Rebua, titolare di un agriturismo in località Monserrato, a Porto Azzurro, ha inviato in queste ore al vice prefetto Giovanni Daveti. Da tempo l’imprenditore agricolo protesta per una situazione che è diventata insostenibile.

«Dal Parco Nazionale, la mia proprietà ne ricade tutta alliinterno, al momento nessun aiuto. Anzi. – attacca Rebua rivolgendosi al vice prefetto – l'altro anno denunciai danni per circa diecimila euro, mi è stato riconosciuto un indennizzo pari a milletrecento euro. Calcoli che non ho recuperato nemmeno le spese del carburante. La soluzione della gabbia di cattura è vessatoria: chiaramente non riesce a sopperire alla moltitudine di bestie circolanti. Proprio pochi giorni fa, alla fine di giugno, ho avuto un incontro con il presidente Sammuri. La conclusione è stata questa: devo essere contento della cattura di 18 cinghiali, perché senza il loro l'intervento, al posto di 30 bestie ne avrei presenti nella mia azienda 48».

Rebua spiega che a questo tipo di problema se ne aggiunge un altro. «Queste bestie, ripeto notte per notte, si avvicinano sempre più alle case – scrive Rebua – la mia azienda agrituristica è formata da tre piccole unità dove ospito fino ad un massimo di 15 clienti. Poi, ci abitiamo io e la mia famiglia, quindi mia moglie e i miei due figli di 13 e 14 anni. Anche i miei clienti sono di solito famiglie, con bambini più o meno grandi. Siamo assediati e ho paura a uscire di casa. Faccio dormire il cane dentro casa, perché ho paura a lasciarlo fuori. E puntualmente tutte le notti ci sveglia abbaiando e ringhiando, con il pelo irto e le orecchie basse. Questa è la mia situazione. Questa è la situazione derivante dall'immobilismo dell'ente Parco. Questa è la situazione del totale mancato controllo di questi animali alloctoni. E questa situazione non la vivo solo io, all'Elba».

Rebua chiede al vice prefetto se è il caso «forse di lasciare la mia azienda (e questo sarà a breve il destino se nulla cambia) e la mia casa? La invito presso la mia azienda, per rendersi conto personalmente di quello che accade».

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