Il Tirreno

Porto, il fronte del no si rivolge al ministro

Porto, il fronte del no si rivolge al ministro

Lettera aperta del comitato, lista Insieme e delle associazioni ambientaliste «Serve un intervento concreto per fermare uno scempio paesaggistico»

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MARCIANA MARINA. Una lettera aperta al Ministero e alla Soprintendenza per chiedere un pronunciamento chiaro - e pubblico - sul piano del porto di Marciana Marina. Va avanti in queste ore la partita sul futuro del porto marinese. E il fronte del no alza la posta: in queste ore, infatti, la lista civica Insieme, il comitato Porto Comune e le associazioni Legambiente e Italia Nostra hanno scritto al ministro Franceschini e alla Soprintendenza al Paesaggio di Pisa e Livorno: «Pur nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti gli enti coinvolti, chiediamo un deciso intervento per evitare un vero e proprio scandalo paesaggistico, prima che i danni maturino irrevocabilmente».

I contatti a livello ministeriale arrivano dopo pochi giorni dal risultato ottenuto dal fronte del no che ha chiesto e ottenuto dalla Regione la riunione della conferenza paritetica interistituzionale, chiamata nei prossimi giorni a pronunciarsi su eventuali incompatibilità tra i contenuti del piano del porto e il piano di indirizzo territoriale della Regione.

«L’unilaterale approvazione del piano del porto – scrivono il comitato, la lsta Insieme, Legambiente e Italia Nostra – , oltre ad avere ricevuto inascoltata opposizione nel consiglio comunale, è stata immediatamente criticata, nei contenuti, da larghissima parte della cittadinanza (mai adeguatamente informata e coinvolta), dal locale comitato per il Porto, dalle categorie economiche, da associazioni ambientaliste e culturali. A tale proposito, e con esclusivo riferimento alla documentazione ufficiale pubblicata all'albo pretorio del Comune di Marciana Marina, riteniamo necessario chiedere chiarimenti ed interpretazioni sulle posizioni realmente assunte degli enti in indirizzo».

Il riferimento è alla "Valutazione ambientale strategica nella quale il Ministero e la Soprintendenza hanno indicato testualmente: «Si fa, comunque, presente, a solo titolo informativo, che questa Soprintendenza ritiene di poter esprimere sin d'ora il suo dissenso alla realizzazione di opere in cemento a mare, che dovranno, invece, essere realizzate utilizzando solo grossi massi naturali della zona, in modo che rispondano ai requisiti funzionali di sicurezza e di aspetto estetico e paesaggistico idoneo all'ambiente marino protetto. Questo ufficio esprime, inoltre, il suo dissenso anche per la realizzazione di opere in cemento e in muratura in corrispondenza della spiaggia, dell'area demaniale e della costa, che dovranno, invece, avere le caratteristiche naturali e di reversibilità e quindi prevedendo l'utilizzo solo di materiale naturale».

Nel progetto approvato a maggioranza dalla amministrazione comunale sono previste, al contrario, «opere a mare in cemento, per una superficie complessiva di oltre 3.000 metri quadrati – si legge nella lettera inviata al ministro Franceschini – praticamente mezzo campo di calcio nel bel mezzo di una delle più belle rade del Mediterraneo, oltre ad edificazioni sulla testata dei nuovi moli ed a pesanti scavi e dragaggi proprio sotto il monumento simbolo del paese, la Torre, per sistemarvi improbabili gru a scomparsa. E' proprio questo che intendeva la Soprintendenza ? Come è possibile che il procedimento di adozione e di successiva approvazione del piano regolatore del porto, abbia, invece, potuto proseguire indisturbato il proprio cammino ?

La Soprintendenza, in particolare, è stata informata sul fatto che il progetto non stava tenendo in alcun conto delle sue indicazioni ? ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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