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Mercatone con animali: «Anche il Pd è contrario»

PIOMBINO. Non si calma la polemica sui due banchi con animali vivi in esposizione al mercatone degli ambulanti che si è tenuto domenica scorsa in piazza della Costituzione. Oltre all'articolo 18 del...

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PIOMBINO. Non si calma la polemica sui due banchi con animali vivi in esposizione al mercatone degli ambulanti che si è tenuto domenica scorsa in piazza della Costituzione.

Oltre all'articolo 18 del regolamento comunale sulla tutela degli animali che considera l'esposizione negli esercizi pubblici, e all'ordinanza, quest'anno non ripetuta, del 2 luglio 2015 con cui si vietò nella passata edizione "l'esposizione e la vendita di animali vivi sul territorio comunale, in forma ambulante, nei mesi di luglio e agosto 2015", le associazioni animaliste si concentrano anche su un altro documento. «Ferma restando la necessità che vengano rispettati tutti i criteri del regolamento comunale sulla tutela degli animali, con tanto di capienza delle gabbie, cibo e acqua a disposizione, orario di esposizione, registro di esercente e quant'altro - afferma Maria Cristina Biagini, presidente de La Casa di Margot - mi limito a una riflessione politica. C'è un ordine del giorno, presentato da un esponente del Pd locale in consiglio comunale, e di cui condivido l'intento, che è stato approvato ma mai applicato». Il riferimento di Biagini va all'ordine del giorno presentato nel novembre 2014 dal consigliere del Pd Rosetta Fedi in materia di benessere e tutela degli animali, e approvato da 20 consiglieri su 22 (contrario Sironi, astenuto Mosci), con il quale si richiedeva «il divieto di partecipazione a manifestazioni espositive finalizzate alla vendita di animali nel territorio comunale». Tra le considerazioni della mozione, proprio il riferimento al mercato degli ambulanti di via Petrarca e piazza della Costituzione, oltre a note di vario tipo, compreso l'orario di esposizione e la considerazione che «spesso dietro la vendita ambulante o mercati si cela un traffico di cuccioli importati dall'est Europa». «Il consiglio comunale approva e la giunta se ne frega e non applica. Che senso ha votare un ordine del giorno e poi disapplicarlo?». Della stessa opinione è Deborah Camelli: «È assurdo e destabilizzante - afferma la referente regionale Zampo d'Oro onlus - che si presentino mozioni, si approvino e poi non si traducano in norma». (f.l.)

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