Sicurezza
Costo dell’energia, ora Magona spera
L’Unione europea verso uno stop agli scaglioni di consumo
PIOMBINO. Incontro in Magona tra Silvia Velo e la direzione di ArcelorMittal Piombino, rappresentata da Giovanni Carpino, direttore di stabilimento e da Lino Iallorenzi, direttore delle risorse umane, per esaminare la situazione dello stabilimento.
Molti i temi trattati, dalla solidarietà, all’andamento dell'azienda, al nuovo prodotto immesso da poco sul mercato, l’Optigal, una lega di zinco, alluminio e magnesio che sta avendo buoni risultati sul mercato italiano del preverniciato per l’edilizia, grazie alle sue qualità anticorrosive.
Nell’incontro inoltre è stata fatta una più approfondita analisi sulla questione del Sin.
«L’azienda dopo aver ottemperato a quanto richiesto dal ministero dell'Ambiente per il suolo – dice una nota di Arcelor – nel 2014 ha presentato un piano di monitoraggio delle acque di falda, che l’ha portata a essere dichiarata soggetto incolpevole. Il ministero dell'Ambiente, al fine di chiudere il percorso delle acque di falda, dopo aver approvato la valutazione del rischio ambientale presentato dall’azienda, ha richiesto un ulteriore piano di monitoraggio per l’anno 2015 che l’azienda ha eseguito in collaborazione con l’Arpat, e consegnato a dicembre dello stesso anno. Oggi ArcelorMittal Piombino è in attesa di un riscontro da parte del ministero sui risultati del monitoraggio».
Altro tema, per ArcelorMittal Piombino molto importante, è stato quello del costo dell'energia con i suoi eventuali possibili scenari «che il Mise sta prendendo in considerazione in modo da essere in linea con le direttive della comunità europea». In sostanza la politica Ue prevederebbe l’abolizione di quegli scaglioni che fin qui hanno premiato sul costo dell’energia chi consumava di più rispetto a chi consumava di meno.
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