Vaccini ed anziani: in calo le adesioni
PIOMBINO. Ci si vaccina sempre meno anno dopo anno e gli effetti si vedono. In particolare nella terza età dove più delicata ed esposta alle infezioni è la popolazione. Nell’ultima campagna contro l’i...
PIOMBINO. Ci si vaccina sempre meno anno dopo anno e gli effetti si vedono. In particolare nella terza età dove più delicata ed esposta alle infezioni è la popolazione.
Nell’ultima campagna contro l’influenza - ad esempio - s’è registrato un calo delle adesioni di circa il 6% ed un assestamento mediamente intorno al 50%.
Non sorprende, dunque, come si mantenga consistente il numero dei decessi collegabili al decorso clinico della malattia (una decina di casi in Val di Cornia ed Isola d’Elba). Ancora minore è l’adesione alla vaccinazione contro la polmonite pneumococcica, non rara fra gli anziani: il tutto - si è detto al convegno su “Il caso vaccini, tra falsi miti e pregiudizi”, svoltosi a Roma - è invece prevenibile con una semplice profilassi da somministrare dopo i 65 anni. Sempre dopo quest’età, un problema poco noto, ma emergente, è l’infezione da Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio), causa spesso di nevralgie post - herpetiche particolarmente gravi ed invalidanti: un dolore cronico in grado di ridurre, progressivamente, la qualità della vita. Coinvolto è il 45% degli anziani. Il virus è legato a quello della varicella. Rimane nell’organismo colpito da tale malattia infettiva anche per anni, con la possibilità di una sua ricomparsa magari nel corso di un calo delle difese immunitarie, evenienza frequente nel corso della terza età.
Gian Ugo Berti
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