Il Tirreno

Fatale il secondo incidente aereo

Fatale il secondo incidente aereo

Cinque anni fa ammarò davanti a Tor del Sale, stavolta è morto in Romania insieme alla compagna

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PIOMBINO. La prima volta gli andò bene, ammarò senza problemi nel mare di Piombino e riuscì a raccontarla. La seconda volta no, è stata fatale per l’imprenditore fiorentino Claudio Sperduti Rampini, 66 anni, di Tavarnelle Val di Pesa. L’uomo è morto per le conseguenze di un incidente aereo avvenuto in Romania. L’incidente è avvenuto sabato scorso, ma lo si è appreso ieri dalla famiglia.

Sperduti era rimasto gravemente ferito e ustionato. Trasportato in ospedale, è morto nelle ore successive al ricovero. L’imprenditore pilotava un piccolo velivolo biposto che a circa 30-40 chilometri dall’atterraggio, nella regione di Brasov, verso le 12.30 ora locale è andato fuori controllo ed è precipitato. A bordo con Sperduti c’era la compagna, una rumena di 55 anni, che è deceduta subito. Il biposto, precipitando, è andato in fiamme. Le autorità rumene hanno avviato accertamenti sull’incidente.

Secondo quanto appreso, Claudio Sperduti aveva una lunga esperienza di pilotaggio di aerei con cui usava coprire le lunghe distanze. Da molto tempo per curare i suoi interessi di lavoro e personali si divideva fra la Toscana e la Romania.

Claudio Sperduti era sopravvissuto a un altro incidente aereo il 28 agosto 2011, ammarando davanti alla costa di Piombino con un Cessna sempre pilotato da lui. Durante il volo, verso le 15 dall’aereo segnalò un’emergenza per un problema tecnico al carrello che impediva l’atterraggio in pista. L’unica possibilità fu l’ammaraggio. La guardia costiera fece sgombrare un vasto tratto di mare e l’ammaraggio avvenne a 500 metri dalla costa di Tor del Sale, in sicurezza. Le motovedette presero a bordo, illesi, i due occupanti dell’ultraleggero in fibra di carbonio. Quel giorno Sperduti era con un compaesano. I due erano decollati a Pistoia ed erano diretti in Corsica. Lo Sting, di fabbricazione ceca, non subì neanche un graffio. «Ora non fatemi passare per il pazzo della domenica o per eroe», disse Sperduti. Aveva già almeno 200 ore di volo alle spalle, era un pilota esperto. Il giorno prima era rientrato da Timisoara, in Romania, e con l’amico voleva fare un giro tra Capraia e l’Elba, allungando poi per Bastia. Quando si accorse che il carrello dell’aereo non usciva, e dopo aver azionato invano la manichetta d’emergenza, si mise in contatto con i carabinieri, poi con la capitaneria di porto e decise di ammarare.

Stavolta è un mistero cosa sia successo. La Procura di Brasov ha aperto un fascicolo. L’aereo, scrivono i giornali rumeni, era appena tornato in Italia da controlli. Le condizioni meteo erano ottime, la visibilità perfetta. Gli investigatori non escludono né un errore né un malore del pilota.

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