Attenzione
Abusi edilizi, tre denunce dei carabinieri
Porto Azzurro: sequestrati manufatti, un bar in spiaggia e persino un piccolo villaggio costruito senza autorizzazioni
PORTO AZZURRO. Tre casi di presunti abusi edilizi e altrettante denunce per i titolari di immobili e terreni nel comune di Porto Azzurro. È questo l’esito dell’attività dei carabinieri della stazione di Porto azzurro, impegnata nel contrasto all’abusivismo. I tre casi sono stati portati alla luce dai militari elbani nel giro di pochi giorni.
Nel primo caso è stato denunciato un uomo di 69 anni, romano, proprietario di un terreno nel comune di Porto Azzurro.
Il sessantanovenne è stato sorpreso dai militari dell'Arma, coadiuvati dai vigili urbani del Comune di Porto Azzurro, nell’aver costruito in assenza di permesso urbanistico, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, a pericolosità idraulica molto elevata, con vincolo dell’ente Parco e rispetto cimiteriale, un garage, due tettoie per altrettanti mezzi, un cancello d’ingresso e un pozzo artesiano. Lo stesso proprietario, nel 2007 era stato segnalato dagli stessi vigili urbani, per la costruzione abusiva addirittura dell’abitazione che occupava saltuariamente. Le opere già realizzate sono state sottoposte a un sequestro preventivo, su disposizione della Procura di Livorno.
Nel giro di pochi giorni gli stessi carabinieri di Porto Azzurro hanno rilevato un nuvo presunto abuso edilizia. Una donna di 45 anni, residente a Portoferraio, è accusata dai militari dell’Arma di aver costruito, in assenza di permesso in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, a pericolosità idraulica molto elevata e con vincolo dell’ente Parco, alcune abitazioni e baracche. Una sorta di piccolo villaggio turistico abusivo. Per le opere già realizzate sono stati richiesti all’autorità giudiziaria i decreti di sequestro.
Gli abusi hanno riguardato anche le spiagge. Nel terzo caso, infatti, è stato denunciato per abusiva occupazione di spazio demaniale, un quarantenne di Rio Martina. Secondo i carabinieri l’uomo ha installato, in una spiaggia di Porto Azzurro, in assenza di autorizzazioni in area demaniale, una struttura prefabbricata (una sorta di container), che doveva essere utilizzata come bar per la spiaggia limitrofa. Il container è stato sottoposto a sequestro dagli stessi militari dell’Arma.
Le tre persone denunciate rischiano una condanna che può raggiungere i quattro anni di reclusione oltre ad un’ammenda fino a 51645 euro per ogni singolo caso.
L’associazione Legambiente Arcipelago toscano si complimenta con i comandi della compagnia dei carabinieri di Portoferraio e della stazione di Porto Azzurro per «la brillante operazione che ha portato alla denuncia e al sequestro di diversi abusi edilizi, alcuni dei quali realizzati da abusivisti recidivi».
«Colpisce il fatto – aggiungono dall’associazione ambientalista – che gli abusi siano stati realizzati in aree a rischio idrogeologico e addirittura all'interno del Parco o sul demanio, per questo Legambiente invita Comune e Parco a costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento giudiziario contro chi massacra territorio, legge e bellezza e ad avviare immediatamente e congiuntamente le procedure per la demolizione degli abusi edilizi realizzati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
