Il Tirreno

SAN VINCENZO

Alla Torre c’è “Parole sullo schermo”

Andrea Balestri con Pinocchio
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Andrea Balestri con Pinocchio

ProtagonistI della rassegna registi, attori, produttori, sceneggiatori, uniti dall’’amore per il cinema e la tv

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SAN VINCENZO. La sera del 6 luglio (dalle 21,30) negli spazi della Torre di San Vincenzo (sala consliare) aprirà i battenti la rassegna “Parole sullo schermo”, voluta dall’assessorato alla cultura e dedicata al cinema e alla tv. Protagonisti, registi, attori, produttori, sceneggiatori, uniti da un comune denominatore, l’amore per il cinema e la tv e per tutto ciò che ruota intorno al piccolo e grande schermo.

Ospiti della rassegna, ideata e condotta dal critico Fabio Canessa e dalla giornalista Maria Antonietta Schiavina, il produttore Sergio Giussani, lattore Matteo Ripaldi (il ragazzino del film di Alberto Sordi “Nestore l’ultima corsa”), il regista Mimmo Verdesca (premio Giffoni film festival con il documentario “Protagonisti per sempre” dedicato agli attori bambini), la figlia dell’attore e doppiatore Oreste Lionello, Alessia, col libro dedicato al padre; Giorgio Cantarini (il bambino de “La vita è bella” di Roberto Benigni; Andrea Balestri (il Pinocchio di Comencini); il regista e sceneggiatore Francesco Bruni con i film “Scialla” e “Noi 4”; l’attore e regista Emanuele Barresi, il regista Francesco Falaschi che parlerà della sua Scuola di cinema; il giovanissimo regista Lorenzo Antonioni e il critico cinematografico Masolino D’Amico (figlio della grande sceneggiatrice Suso). Nell’occasione sarà lanciato un concorso per giovani videomaker a titolo “Parole sullo schermo”, a cui potranno partecipare concorrenti di tutta Italia. Ingresso libero (alcune serate si svolgeranno al cinema Verdi in collaborazione con l'associazione “Ape Regina”, altre nella sala consiliare della Torre).


«Non era il capitano perché la società gli aveva dato la fascia. Era il capitano perché era il nostro punto di riferimento». Sandro Mazzola ricorda così la bandiera della Grande Inter degli anni ’60, «Armando Picchi: diario di bordo del capitano». Il docu-film, realizzato da MaGa Production e Thalia Group per la regia di Massimo Ferrari, che sarà presente domani insieme alla nipote di Armandino e figlia di Leo, Paola Picchi, e a Maurizio Ceccarelli presidente dell’Inter Club di Follonica, porta la voce narrante dell’attore Edoardo Gabbriellini.
«Quando ho detto a mio padre che mi avevano chiesto di prestare la mia voce al grande Picchi, lui mi ha risposto subito che quella proposta era un onore per me e che non avrei potuto rifiutarla per nessuna cosa al mondo», spiega Gabbriellini, livornese anche lui, con lo scoglio nel sangue come il grande calciatore. Premiato al Ficts Fest nel 2011, il docufilm si sofferma non solo sulla vita e i trionfi del difensore della Grande Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti, ma anche sull’uomo, sulla sua sensibilità, sul grande amore della sua vita, sulla malattia che ha fermato il suo percorso a soli 36 anni, nel 1971, a causa di una forma di amiloidosi.
Il ritratto è tratteggiato dalle parole dei campioni nerazzurri di ieri e di oggi. «Giocavamo tranquilli, sereni, perché le colpe se le prendeva sempre lui», ricorda Tarcisio Burgnich. «La sua immagine è rimasta in tutte le nostre case, perché era quello che portava la coppa (quella Intercontinentale, la prima conquistata dall’Inter nel 1964; ndr) di corsa, con dietro tutti gli altri. La sua espressione era quella di un uomo felice» sottolinea con emozione il presidente Massimo Moratti.


«Quando sono arrivato all’Inter, tutti mi parlavano della Grande Inter e di questo grande capitano che era Armando Picchi» confessa emozionato Javier Zanetti. Mentre per Roberto Vecchioni Picchi è «una specie di piccolo semidio che dà luce all’Inter per tutto il tempo che verrà». Serata importante, quella dedicata a Penna Bianca come veniva chiamato dagli amici il grande calciatore, non solo per gli sportivi ma anche per chi vuole conoscere un pezzo importante della nostra storia.

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