Il Tirreno

Troppe carenze, la stroncatura del revisore

Troppe carenze, la stroncatura del revisore

Il parere positivo arriva sul filo di lana, ma è limitato ai soli risultati della gestione finanziaria

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Il parere positivo, in extremis, è arrivato. Ma il revisore dei conti del Comune di Portoferraio ha dato il via libera al rendiconto 2015 elaborato dall’amministrazione Ferrari solo «limitatamente ai risultati della gestione finanziaria». Per il resto quella del revisore è una vera stroncatura, tale da mettere in evidenza «numerose carenze e riserve espresse», per le quali si raccomanda che l’amministrazione «provveda senza indugio a completare e colmare». E in effetti le quarantotto pagine che compongono il parere del revisore dei conti sono colme di rilevi nei confronti della documentazione fornita dall’amministrazione comunale guidata da Mario Ferrari.

«Ritardo» è una parola ricorrente pronunciata dal revisore dei conti, prioritariamente rispetto all’approvazione stessa del rendiconto che era prevista per il 30 aprile. Il revisore mette in evidenza inoltre il ritardo, la frammentarietà, l’imprecisione, a partire dall’approvazione dei residui attivi e passivi, prevista per il 31 dicembre 2015 ed eleborata invece il 4 giugno scorso. Questi problemi, scrive il revisore, «hanno prodotto notevoli difficoltà, e in alcuni casi impossibilità, nell’effettuare le verifiche previste dall’organo di revisione, tali da raccomandare all’ente a porre in essere quanto prima azioni significative per rimuovere le carenze e le difficoltà della struttura organizzativa dell’ente stesso». Nella lunga serie di rilievi messi in evidenza dal revisore dei conti figurano «nessuna attestazione rilasciata dai responsabili dei servizi, dell’insussistenza alla chiusura dell’esercizio dei debiti fuori bilancio, nonostante la presa d’atto nella proposta di delibera di approvazione del consuntivo dell’esistenza al 31 dicembre del 2015 di debiti fuori bilancio ancora in corso di quantificazione ». La mancata documentazione allegata al consuntivo ha impedito al revisore di controllare le società partecipate, «per le quali – scrive il revisore – ad oggi non risultano essere adottati provvedimenti di alcun genere». Nel merito dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione nel corso del 2016, il revisore raccomanda un accantonamento integrale e un utilizzo prioritario per la copertura dei debiti fuori bilancio e per provvedimenti eventuali e necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Il quadro del revisore, insomma, è alquanto nebuloso e tutt’altro che positivo per l’amministrazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca