Il Tirreno

Aferpi

Sindacati sempre più preoccupati

«Presidenza del Consiglio e Mise convochino subito Rebrab»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Presidenza del Consiglio e Mise verifichino rapidamente tempi e modalità per garantire che il progetto è sempre "solido sia per la parte finanziaria che per la parte industriale" come fu definito allora dal Mise”».

Le parole sono quelle dei coordinatori Fim, Fiom e Uilm che intervengono ad un anno dall’acquisizione dello stabilimento da parte di Cevital.

I sindacati non nascondono la «preoccupazione cresciuta in maniera esponenziale, con le difficoltà di reperimento di liquidità a causa anche dell'impasse del sistema bancario e il conseguente andamento altalenante della produzione, con l'ultima fermata completa dei treni di laminazione di due settimane a giugno. A preoccuparci è anche il reiterato e palese comportamento ostile di Gozzi quando parla del progetto. Tutti i soggetti interessati al rilancio dello sviluppo industriale di Piombino facciano fronte comune contro le avversità, che non mancano, si assumano le proprie responsabilità e accelerino il processo di uscita da questa impasse».

Per i coordinatori Rsu, «a livello locale l'attuale management sta lavorando per la progettazione delle nuove opere. Per la dimensione nazionale della vertenza Piombino - aggiungono - ribadiamo la posizione già espressa nel consiglio di fabbrica dell'8 giugno. Chiediamo, visto che non ci sono stati passi in avanti significativi, che la presidenza del Consiglio assieme al ministro dello Sviluppo economico convochino il presidente Issad Rebrab e verifichino con lui la sussistenza dei presupposti da parte della proprietà di garantire la continuità produttiva e il compimento del piano industriale nella sua interezza. Facciano pure le proprie valutazioni ma, in ogni caso, il governo e la proprietà sappiano che dovranno creare le condizioni per portare a compimento tale progetto che rimane l'unico che potrà portare sviluppo e occupazione. I lavoratori da subito hanno fatto la loro parte, rinunciando ad importanti pezzi di salario e puntando alla ripresa produttiva. Il nostro obiettivo - chiudono i coordinatori - ora rimane quello di raggiungere un accordo per trasferire tutti in Aferpi entro il 1 novembre utilizzando per tutti il solo contratto di solidarietà. Ora è il momento che la proprietà ed il governo rompano gli indugi e facciano la propria parte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa