Il Tirreno

Ok al rendiconto con due mesi di ritardo

di Luca Centini
Ok al rendiconto con due mesi di ritardo

L’amministrazione chiude l’esercizio 2015 solo dopo la diffida inviata dalla Prefettura: nervi tesi tra la giunta e i dirigenti

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PORTOFERRAIO. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Ferrari ha approvato in extremis il rendiconto del 2015, dopo che la Prefettura - il 23 giugno scorso - aveva inviato a tutti i consiglieri una diffida ufficiale, viste la scadenze sfumate da un pezzo (l’approvazione era prevista per legge entro il 30 aprile scorso).

Ancora una volta la giunta portoferraiese si è salvata all’ultimo minuto (la mancata approvazione del rendiconto avrebbe comportato lo scioglimento del consiglio comunale), grazie al voto compatto in aula dei consiglieri di minoranza e nonostante gli scricchiolii dovuti ai rapporti sempre più tesi tra la stessa giunta e una parte della dirigenza e dei funzionari del Comune, accusati in modo non certo velato dei ritardi e delle carenze documentali che hanno reso l’approvazione del rendiconto un vero trauma per l’amministrazione. Difficoltà che la minoranza consiliare ha messo in evidenza nel corso della seduta consiliare, attribuendo alla giunta Ferrari delle gravi responsabilità politiche.

Il sì in extremis.

È stato un percorso particolarmente accidentato quello relativo all’approvazione del rendiconto del 2015. La lentissima approvazione del riaccertamento dei residui attivi e passivi dell’ente ha dato il via alla serie di ritardi che hanno portato l’ente portoferraiese a un passo dall’arrivo di un commissario ad acta, dal momento che lo schema di bilancio è stato approvato dalla giunta solo il 4 giugno, quando i termini erano abbondantemente scaduti.

La situazione pareva essere tornata nella norma, ma subito dopo sono riscattate le fibrillazioni fino all’approvazione in consiglio di ieri. Il parere del revisore dei conti, infatti, è arrivato solo giovedì 30 giugno. Un parare che, sebbene favorevole solo limitatamente ai risultati della gestione finanziaria, è negativo «relativamente alle numerose carenze e riserve espresse, con raccomandazione che l’ente provveda senza indugio a colmare». Il paradosso, evidenziato dallo stesso capogruppo di maggioranza Riccardo Nurra in avvio di seduta, è che il corto circuito sul rendiconto si sia verificato in una situazione di salute per i conti del Comune, che ha chiuso l’esercizio del 2015 con un maxi avanzo di amministrazione pari a circa 5,7 milioni di euro.

L’avanzo di amministrazione.

È stato il vice sindaco Roberto Marini a illustrare i dettagli tecnici del bilancio: l’avanzo di amministrazione è di circa 5,7 milioni di euro, con l’amministrazione comunale che conta di poter utilizzare circa 2 milioni di euro. Gli obiettivi di utilizzo, spiega Marini, «seguono alcune priorità, tra cui le scuole, la manutenzioni delle strade e del patrimonio comunale».

«È curioso – ha ribattuto Cosetta Pellegrini, capogruppo di minoranza – che si approvi un rendiconto con due mesi di ritardo e non si abbiano ancora le idee precise su come utilizzare quei soldi». Le critiche della minoranza sono relative anche al contributo politico e di indirizzo, definito impalpabile, che l’amministrazione ha fornito nella realizzazione del bilancio: «La giunta non ha fornito alcun dettaglio circa lo stato di avanzamento del programma e gli obiettivi che si intendono perseguire – spiega il capogruppo di Cambiare in Comune, Alessia Del Torto – basta dare una lettura al parere del revisore dei conti, quando dice che la relazione sul rendiconto è stata scritta dal responsabile della ragioneria che si è limitata ai dati che gli competono. Parole che si commentano da sole».

Marini, dal canto suo, si è assunto la responsabilità politica dei ritardi e delle carenze accumulate, ma non ha esitato ad accusare pubblicamente la macchina amministrativa: «I ritardi hanno riguardato atti routinari che i dirigenti e i funzionari avrebbero potuto produrre senza difficoltà. Per questo concordo con Nurra sulla necessità di assumere provvedimenti urgenti affinché questa situazione non si ripeta più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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