Il Tirreno

«Con i voucher ci guadagnano solo le agenzie formative»

«Con i voucher ci guadagnano solo le agenzie formative»

Il Coordinamento Art.1 e l’incontro della cabina di regia «E’ solo un inizio e andrebbe chiarito bene ai lavoratori»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Da tutta questa vicenda, parrebbe che i soggetti che avranno benefici finanziari a breve termine siano le agenzie formative, contrariamente i lavoratori sosterrebbero tutti gli oneri e solo nel caso in cui la loro ricollocazione andasse a buon fine, con l’eventuale assunzione in un nuovo posto di lavoro, avrebbero un ritorno economico». Così il Coordinamento Art.1 commenta l’incontro pubblico della cabina di regia che si è svolto mercoledì a palazzo Appiani per presentare il finanziamento dei voucher formativi individuali e della sperimentazione dell’assegno di ricollocazione della Regione.

Scrive Art.1: «Abbiamo appreso che: 1) i lavoratori che potranno usufruire del voucher sono appena 1300/1500 in tutta la Toscana con il requisito di essere in Naspi da almeno 4 mesi; un numero esiguo se si considera che nella sola provincia di Livorno gli iscritti nelle liste di disoccupazione nel 2015 risultavano 63.578. 2) Le domande dovranno essere presentate in bollo da 16 euro. 3) I lavoratori che usufruiranno del voucher non riceveranno nessun compenso durante l’attività formativa. 4) Il voucher coprirà esclusivamente le spese del corso organizzato da un’agenzia formativa, accreditata presso la Regione, per un importo massimo di 3000 euro, se il costo del corso che il lavoratore svolgerà per una mansione specifica supererà i 3000 euro la differenza sarà a carico del lavoratore, altresì se il costo sarà inferiore il voucher sarà inferiore. 5) Sono a carico del lavoratore le spese di viaggio, materiali didattici, bolli e qualsiasi altra spesa. 6) Alla fine del percorso non è sicuro che ci sarà un lavoro».

Per Art.1 questa «è solo la prima parte di un percorso che poi si potrebbe completare, nella migliore delle ipotesi, con una collocazione a tempo determinato (per qualche mese), sicuramente è un inizio e tutto è in fase sperimentale, la Regione ha voluto percorrere per prima questa strada, come tutti quanti hanno ben precisato, ma andrebbe chiarito bene ai lavoratori che sono in attesa di un ricollocazione e di aiuto economico. Nell’occasione è stato fatto presente ai rappresentanti della Regione i limiti molto ristretti per le priorità delle graduatorie che attribuiscono i 50 punti previsti per accedere al voucher ai redditi familiari Isee fino a 10.000 euro. L’assessore Cristina Grieco si è resa disponibile a rivedere tale limite a consuntivo se risulterà troppo restrittivo nella formazione delle graduatorie».

«Per quanto riguarda invece il bollo di 16 euro per fare la domanda - prosegue Art.1 - abbiamo evidenziato quanto sia profondamente ingiusto far gravare questa spesa su un lavoratore in stato di difficoltà ma ci è stato replicato che tale procedura non è modificabile poiché essendo una tassa statale non dipende dalla Regione. Ci auguriamo che i lavoratori in Naspi di Piombino e del comprensorio (in particolare quelli dell’indotto dello stabilimento) pur nella limitata disponibilità di posti, possano accedere ai voucher formativi, in modo da trovarsi formati e preparati per le nuove attività lavorative che dovessero concretizzarsi nel territorio. E’ in fase di progetto, oltre il voucher formativo, l’assegno di ricollocazione. L’iter prevede che il lavoratore solo previo ottenimento dell’attestato di formazione per la mansione specifica possa accedere a tale assegno. Questo sussidio è rivolto a pagare l’attività di tutoraggio svolta dall’agenzia per il lavoro (accreditata presso la Regione) solo nel caso di assunzione e proporzionalmente al tipo di contratto stipulato per il lavoratore».

«Nella nostra azione - scrive ancora Art.1 - abbiamo più volte indicato la necessità che gli ammortizzatori sociali servano a creare le condizioni per un’alternativa di sviluppo. Invece, con un’elemosina (e per di più fortemente condizionata) ancora una volta si lasciano i lavoratori dell’indotto soli a risolvere individualmente la loro situazione personale. Quello che deve essere fatto, al contrario, è: A) individuare delle professionalità potenzialmente necessarie nel territorio. Bb) Organizzare corsi per quelle professionalità. C) Accompagnare i lavoratori alla fine di quei corsi a trovare un’occupazione, obbligando le imprese del settore a impiegarne almeno una quota, o addirittura aiutando quegli stessi lavoratori a creare imprese cooperative».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa