Il Tirreno

Porto di Marciana Marina, partita di nuovo aperta

di Luca Centini
Porto di Marciana Marina, partita di nuovo aperta

La Regione chiama in causa la commissione paritetica interistituzionale che si pronuncerà sul possibile contrasto tra la variante targata Ciumei e il Pit

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MARCIANA MARINA. Ora è ufficiale. La partita sul nuovo porto di Marciana Marina non è affatto chiusa. E l’ultima parola spetta ai tecnici della Regione Toscana.

La giunta guidata dal presidente Enrico Rossi, nel corso della seduta del 9 giugno scorso, ha infatti deciso di chiamare in causa, ai sensi dell’articolo 49 comma 3 della legge regionale 65/2014, la conferenza paritetica interistituzionale, a cui spetta il compito di pronunciarsi sui conflitti di natura urbanistica. In particolare la conferenza si pronuncerà sui «possibili profili di contrasto – si legge nella delibera approvata dalla giunta regionale – tra il Pit (piano di indirizzo territoriale regionale) e la variante al regolamento urbanistico e al piano regolatore portuale per la riqualificazione del porto turistico di Marciana Marina, approvata con la delibera del consiglio comunale del 17 marzo del 2016».

La palla, dunque torna a centrocampo, nonostante fino a pochi giorni fa la giunta marinese contasse di aver già portato a casa il piano di riqualificazione, il cui cuore progettuale è il nuovo molo di sopraflutto lungo 80 metri, largo trenta e alto dai 3 ai 5 metri e un molo di sottoflutto a L con la zampa più lunga di 70 metri e larga dai 10 agli 11 metri (compreso lo spazio occupato dai massi ciclopici), garantendo circa 586 posti barca. Il piano, tuttavia, viene considerato troppo impattante e sproporzionato da parte della cittadinanza che si è organizzata nel comitato Porto Comune. Il caso ha assunto rilievo regionale e nazionale, in seguito alle interrogazioni e mozioni presentate rispettivamente dal M5S e da SI Toscana e al blitz di Goletta Verde. Un pressing che, nonostante l’avvenuta approvazione del piano in consiglio comunale, ha prodotto il primo risultato tangibile. «Viste le istanze – si legge nella delibera regionale, proposta dall’assessore all’urbanistica Vincenzo Ceccarelli – presentate dalle associazioni Legambiente e Italia Nostra, dal comitato Porto Comune, dal gruppo di commercianti, operatori nautici e vari portatori di interessi, secondo i quali persistono possibili motivi di incompatibilità e contrasto del piano con il Pit, si decide di adire alla conferenza paritetica interistituzionale. La volontà di riunire la conferenza è stata annunciata dalla Regione al sindaco Andrea Ciumei, sebbene la data sia ancora da stabilire. Il futuro del porto, dunque, è ancora tutto da scrivere.

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