Gioco
La piena occupazione ci sarà solo nel 2022
Prevista una crescita graduale nella siderurgia, fino a 1350 dipendenti nell’agroalimentare (250) e in Piombino Logistics (300). Totale 1900
PIOMBINO. All’interno dell’enorme documentazione presentata in Regione, c’è anche un quadro complessivo del progetto Cevital-Aferpi, con le previsioni per l’occupazione.
Localizzazione. Il sito interessato dal progetto è in un’area situata nella porzione nord-est del complesso siderurgico ex-Lucchini, che si trova nella zona sud-ovest dell’area industriale di Piombino.
I principali confini dell’area ex-Lucchini sono così identificabili - Lato nord/nord–ovest: via della Capriola e viale Unità d’Italia; lato ovest/sud–ovest: viale Unità d’Italia e viale della Resistenza; confine lato sud/sud–est: viale della Resistenza e via Provinciale; confine lato est/nord–est: via Provinciale.
La macro-area nord sarà dedicata solo all’attività siderurgica, a seguito della delocalizzazione e concentrazione degli impianti siderurgici nelle aree, in localita Colmata; la macro-area sud sarà dedicata alla realizzazione di altri progetti: complesso agroalimentare, nell’area precedentemente occupata dall’acciaieria di stabilimento, dopo lo smontaggio e smantellamento degli impianti esistenti, con installazione di nuovi impianti per la triturazione di semi oleosi da 3 milioni di tonnellate all’anno e impianti per la raffinazione ed il trattamento di oli vegetali; piattaforma logistica intermodale direttamente interfacciata con il Porto di Piombino (con due banchine per l’agroindustria e una banchina per l’attività siderurgica), nell’area occupata in precedenza dall’altoforno Afo/4 e dalla cokeria.
Il piano strategico. Il piano strategico per il rilancio di Piombino si basa su tre pilastri fondamentali:
1) rilancio delle attività siderurgiche mediante la costruzione “green-field” di una nuova acciaieria elettrica e di un nuovo treno di laminazione “flessibile”, per la produzione sia di rotaie con tecnologia “fungo temprato”, sia di altri laminati commerciali: il 30 aprile Aferpi e Sms Group hanno siglato un accordo per la fornitura degli impianti del nuovo polo siderurgico Aferpi;
2) valorizzazione e sviluppo delle nuove aree portuali e retro portuali (piattaforma logistica integrata mare-ferrovia-gomma) grazie all’incremento dei traffici mediterranei e transoceanici, utilizzando i canali e gli accordi commerciali già in essere per il gruppo Cevital;
3) realizzazione di un nuovo impianto (o di più nuovi impianti) per la produzione agroalimentare.
La tempistica. La realizzazione completa del piano strategico di rilancio delle attività, che prende origine dall’Accordo di programma del 24/04/2014, si articola in tre fasi temporali.
2016-2018. Realizzazione del nuovo polo siderurgico, caratterizzato da soluzioni tecnologiche di ultima generazione con l’obiettivo di renderlo efficace, flessibile, compatto, competitivo, eco-compatibile e a basso consumo energetico. Per i lavori preparatori e di installazione dei nuovi impianti sono stimati 28 mesi, durante i quali Aferpi approvvigionerà direttamente sul mercato i semilavorati necessari per il funzionamento dei treni di laminazione. Gli occupati attivi diretti, durante i 28 mesi, considerando la massima capacità produttiva non supereranno le 800 unità. Per le opere di costruzione ed installazione dei nuovi impianti ed i servizi accessori si stima un’occupabilità di 800-1.000 unità, in gran parte da reperire sul territorio così come indicato nell’ Adp del 24/04/2014 (inoccupati Lucchini Spa, Lucchini Servizi Srl e ditte ex-indotto Lucchini). Il nuovo sito siderurgico, a regime, occuperà circa 1.350 lavoratori diretti.
2017-2022. Avvio e completamento della piattaforma logistica integrata in area portuale e demaniale, beneficiando delle strutture messe a disposizione dall’Autorità Portuale. I lavori di realizzazione, previsti a fasi modulari per accrescere progressivamente la ricettività delle banchine e dei pontili, avranno una durata complessiva di circa 60 mesi, occupando circa 400 unità equivalenti (sempre con i vincoli dell’Accordo di programma del 24/04/2014). La piattaforma logistica, a regime, occuperà circa 300 lavoratori diretti.
Seconda metà 2018. Avvio del progetto agroalimentare. Per le attività preparatorie e di installazione degli impianti si prevedono circa 24 mesi con un’occupabilità di circa 300 unità. L’impianto agroalimentare, a regime, occuperà 250 lavoratori diretti. La valenza complessiva del progetto Piombino non può prescindere dal considerare come un tutt’uno in particolare i progetti siderurgico e logistico, nel senso che senza l’uno diminuisce drasticamente la capacità, dell’altro, di creare valore effettivo; dal successo del primo dipende la funzionalità del secondo e viceversa.
Periodo 2015-2019. Sarà improntato alla progressiva azione di recupero e incremento delle quote di mercato, che, per storia, qualità del prodotto e know-how complessivo competono a Piombino, anche per importanti accordi commerciali con due produttori stranieri in grado di garantire qualità del prodotto ed affidabilità nelle consegne via mare.
Dal successo di questa attività di recupero del mercato dipenderà il progressivo incremento degli occupati in termini di unità. È chiaro che, anche nel caso in cui si raggiungessero i migliori obiettivi da questo punto di vista, con l’attuale organizzazione produttiva gli occupati a tempo pieno non supererebbero le 800 unità. Il recupero del mercato, tuttavia, potrà portare come conseguenza di breve termine anche un maggiore utilizzo dei traffici portali-logistici, così anche gli occupati a tempo pieno in questo settore potrebbero passare dalle attuali 60 fino a 110 unità.
Con l’avvio della nuova acciaieria elettrica e del nuovo treno di laminazione, la forza lavoro occupata si attesterebbe a circa 1.350 unità dirette, valori inferiori rispetto al precedente assetto (ciclo integrale). I due assetti però sono poco confrontabili, stante la diversa tipologia impiantistica (l’acciaieria elettrica ha modalità di gestione più compatta rispetto al ciclo integrale che include un maggior numero di impianti, alcuni dei quali con maggiori esigenze di personale di esercizio e di manutenzione, ad esempio l’altoforno), sia alla forte automazione degli impianti in fase di approvvigionamento, sia al fatto che l’acciaieria elettrica di progetto avrà una capacità produttiva inferiore rispetto al ciclo integrale.
L’indotto. Riguardo all’indotto, partendo da una media di circa 600 unità ante-spegnimento area a caldo, si è progressivamente arrivati fino alle circa 150 unità attuali; con il nuovo polo siderurgico completo, la stima si attesta a circa 350 unità equivalenti.
Il non completo assorbimento di tutti i lavoratori dell’indotto, rispetto alla situazione in essere con il “ciclo integrale Lucchini” dipende essenzialmente da due fattori: 1) il nuovo polo siderurgico avrà impianti nuovi, più compatti e semplici da gestire sia in termini di manutenzione che di pulizia, anche in virtù del fatto che non saranno più presenti la cokeria e l’altoforno; 2) i processi di riconversione e riqualificazione professionale attuati negli ultimi due anni hanno consentito ad Aferpi di scegliere, strategicamente, di riportare all’interno dell’azienda la maggior parte delle attività manutentive, riappropriandosi del know-how impiantistico che nel corso degli anni di gestione Lucchini era stato perso ricorrendo alla pratica dell’esternalizzazione delle attività di manutenzione. (g.f.)
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