Gioco
La piazza della caserma intitolata a Giulio Giusti
Il generale dei carabinieri era alla guida dell’Arma elbana durante la guerra Arruolò una cinquantina di soldati, salvandoli dai nazisti e dai campi di prigionia
PORTOFERRAIO. Porterà il nome di Giulio Giusti, generale dell'arma dei carabinieri, la piazzetta antistante l'ingresso della caserma della Tenenza dei carabinieri dell'isola d'Elba, priva d'intitolazione.
Lo ha stabilito l'amministrazione comunale, come giusto riconoscimento a una persona che tanto si è data da fare per l'incolumità della popolazione elbana nel corso della seconda guerra mondiale, nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre del 1943. Il giorno della cerimonia dovrà essere concordato con l'Arma dei carabinieri e con i figli del generale Giusti.
«C'è una ragione di più che unisce la famiglia all'isola d'Elba - rileva il primo cittadino di Portoferraio, Mario Ferrari, uno dei principali promotori dell'intitolazione della piazza al generale della benemerita - Nel settembre 1943 la moglie del tenente, in stato interessante del figlio, era sul porto di Piombino per imbarcarsi sull'unico piroscafo che partiva dal continente diretto all'Elba. Non riuscì a trovare posto a bordo perché era pieno di passeggeri e rimase a Piombino. Fu la sua fortuna perché il piroscafo era lo Sgarallino che sarebbe stato silurato a poche miglia dall'Elba».
Il tenente Giusti, poco più che trentenne, reduce dalla campagna di Russia e decorato con una medaglia al valor militare anche dallo Stato maggiore di Berlino, dal maggio 1943 fino a febbraio 1944 resse la tenenza dei carabinieri dell'isola d'Elba. Furono gli anni più crudi della seconda guerra mondiale. Appena avvenuto lo sbarco tedesco e la conseguente occupazione dell'isola da parte della Wehrmacht, Giusti accasermò, rischiando la propria vita, 52 soldati fuggiaschi italiani destinati ai campi di concentramento in Germania. Li inserì nella lista dei “carabinieri aggiunti”, ma non erano a tutti gli effetti carabinieri. E li si capiva. Così lo ricorda Fortunato Colella, in un articolo pubblicato sullo "Scoglio": «Non lo dimenticarono molti di essi sopravvissuti al conflitto e tornati in famiglia, a guerra conclusa. Dobbiamo aggiungere a onor del vero che per vettovagliare i carabinieri esuberanti dall'organico, il tenente Giusti ebbe il sostanziale aiuto dell'ingegner Costantino Salvi, direttore dello stabilimento siderurgico della società Ilva che disponeva di una riserva di viveri, a mano a mano alimentata per disposizione della Prefettura e destinata alle necessità delle maestranze. Naturalmente poté contare sul personale sacrificio dei carabinieri effettivi che strinsero ulteriormente la cinghia e divisero il già poco che passava il convento con i nuovi commilitoni».
Non fu questo l'unico fatto in cui si distinse l'allora tenente Giusti. Grazie alle sue amicizie con lo stato maggiore tedesco, era in grado di sapere per tempo i nomi delle persone sospette di antifascismo, evitando loro la cattura e il conseguente trasferimento in Germania nei campi di concentramento. «La nostra iniziativa di intitolazione di una piazza - ha detto il sindaco Mario Ferrari - è il minimo che questa città e l'Elba tutta potesse fare, per ricordare la memoria di questo insigne personaggio. Se non sia ha la memoria del proprio Paese e degli uomini che hanno dato molto per la comunità - ha concluso il primo cittadino di Portoferraio - non ha senso vivere la città».
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