Il Tirreno

Picchiato in strada da due giovani

Alessandro De Gregorio
Il punto di viale Regina Margherita dove c'è stata l'aggressione
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Il punto di viale Regina Margherita dove c'è stata l'aggressione

Piombino, l’uomo aveva dato un calcio a una bottiglia di birra lasciata sulla strada: «Volevo solo parcheggiare»

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PIOMBINO. Lo hanno aggredito sotto casa, preso a pugni, gli hanno spaccato la dentiera. E poi sono fuggiti. E lui, un ultrasettantenne, pur ferito e dolorante ha avuto il coraggio di rincorrerne uno finché ce l’ha fatta. E’ avvenuto domenica 26 sera in viale Regina Margherita intorno alle 20,45.

Gli aggressori vengono descritti come due ventenni, massimo venticinquenni, del posto. Ci sono un paio di testimoni che sono pronti a riconoscerli. La vittima invece è un pensionato, Giuseppe Mussio, 75 anni. E’ lui stesso a raccontarci cosa gli è successo.

«Abito al numero 68, di fronte al bar - dice l’uomo - e di solito parcheggio sempre sotto casa, nel posto riservato ai disabili per il quale ovviamente ho il permesso. C’è gente che ha la cattiva abitudine di lasciare le bottiglie di vetro sotto il marciapiede e, di recente, ci ho anche rimesso una gomma della macchina, squarciata dai vetri rotti. Per questo sabato sera, quando sono arrivato a casa e ho visto le bottiglie in terra, prima di parcheggiare ne ho allontanata una con un calcio. La bottiglia si è rotta, ma io non l’ho fatto apposta. A quel punto però sono saltati fuori due ragazzi. Erano al di là del muretto, nel giardino».

«Questi due mi hanno prima aggredito a parole - prosegue l’uomo - dicendo che se fosse passato un cane o un gatto si sarebbe ferito, poi uno mi ha afferrato per un braccio e l’altro mi ha tirato un cazzotto in faccia, spaccandomi la dentiera. Mi sono accucciato dal dolore e questi due sono scappati a piedi in direzioni diverse. Appena mi sono ripreso, ne ho inseguito uno fino all’incrocio con via Salgari. Poi hanno cominciato a farmi male le gambe. Lui si è fermato dall’altra parte della strada, ha continuato a minacciarmi, diceva che mi voleva ammazzare. Io sono rimasto lì e gli ho detto di provarci, ma quello poi ha ripreso a correre ed è sparito». Sul posto sono accorsi alcuni vicini, i gestori del bar, quelli della tabaccheria. Sono arrivati i carabinieri e la polizia. Ieri mattina Mussio è andato in commissariato per la denuncia. «Io non saprei riconoscerli - dice ancora - ma ci sono un paio di testimoni che hanno detto di poterlo fare».

Intanto la notizia è stata diffusa sui social e ha cominciato a fare il giro di molte bacheche, scatenando la rabbia di molte persone e innescando un pericoloso clima di linciaggio

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