Il Tirreno

Le strade provinciali valide solo per il rally

Le strade provinciali valide solo per il rally

Deviazioni, avvallamenti e buche: non ci sono prospettive d’intervento a breve Giannoni, pure consigliere provinciale, minaccia di dimettersi e scrive al prefetto

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MONTEVERDI. Strade provinciali buone per farci correre il Rally (domenica scorsa), non sono invece divertenti per chi le percorre tutti i giorni ed è costretto a ben altro genere di rally per affrontare deviazioni in prossimità delle frane (sulla 329 sono quattro), avallamenti profondi e forieri di nuovi cedimenti, buche e buchette. Il tutto aggravato dal rigoglioso sviluppo dell’erba in banchina, che toglie visibilità nelle curve e maschera la segnaletica verticale.

Ma c’è di più: il “combinato disposto” degli avallamenti e del mancato sfalcio della vegetazione a bordo-strada costringe in alcuni tratti gli automobilisti a tenersi al centro della carreggiata e non si contano i rischi quando si incrociano veicoli diretti in senso opposto: non è una enfatizzazione della realtà, ma un semplice dato di cronaca, in modo particolare riferito alla zona di Pratella, lungo la provinciale che scende verso Suvereto, o dopo l’abitato di Canneto verso la Val di Cecina. Altro pericolo è rappresentato dagli animali selvatici: incidenti ce ne sono tutto l’anno, purtroppo, ma in questo periodo con l’erba alta daini e cinghiali sono praticamente invisibili fino all’ultimo momento e l’impatto è inevitabile. Per farla breve, il livello di preoccupazione è cresciuto di molto nelle ultime settimane, la protesta di residenti e non si fa sentire, unita a quella dei turisti che finalmente cominciano ad arrivare anche da queste parti. E l’amministrazione comunale dopo aver bussato alle porte della Provincia e della Regione, e aver sentito anche i parlamentari eletti in zona non si accontenta di una proposta realizzabile solo in tempi lunghi, cioè ri-trasferire all’Anas le strade passate alle Province anni fa. Nelle ultime ore c’è stato uno scambio di messaggi tra il sindaco Giannoni e il presidente della Provincia Filippeschi. Giannoni è anche consigliere provinciale, rappresenta tutta la Val di Cecina e in questa veste ha annunciato che al prossimo consiglio metterà sul tavolo le sue dimissioni se nel frattempo non si interverrà sulla viabilità della Valle, alta e bassa. A stretto giro Filippeschi ha risposto “niet”, non ci sono soldi e per quanto gli compete non firmerà un bilancio che altri hanno portato al dissesto. Giannoni allora ha preso carta e penna ed ha indirizzato al prefetto una lettera molto preoccupata. Succederà qualcosa di positivo? O come è accaduto ad un altro sindaco della Val di Cecina il prefetto risponderà che le strade pericolose semplicemente vanno chiuse?

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