Italia
Iperbarica chiusa di giorno «I rischi sono troppo alti»
L’allarme di Diego Olivari, medico subacqueo esperto impegnato a Dubai «I ritardi nei trattamenti possono provocare conseguenze gravissime»
PORTOFERRAIO. Rischi serissimi sulla salute umana, paralisi agli arti inferiori, pazienti che restano paraplegici a vita. Chiusa a Portoferraio la camera iperbarica in orario diurno (è aperta solo di notte e nei festivi), sulla testa dei subacquei pende una spada di Damocle enorme che mette in subbuglio divers e operatori sanitari. Abbiamo contattato negli Emirati Arabi Diego Olivari, 43 anni, medico subacqueo attualmente impiegato in un grosso progetto a Dubai. Nel 2010 ha lavorato a Portoferraio: conosce bene la situazione e i potenziali rischi sulla salute umana.
Dottor Olivari, come valuta questo servizio di camera iperbarica attivo solo di notte e nei festivi?
«È un problema enorme, e gravissimo soprattutto all’isola d’Elba dove ci sono quasi 40 diving, d’estate si possono avere fino a circa 1000-1500 tuffi al giorno e il rischio da malattia da decompressione (mdd) è sempre in agguato. Se un paziente non può essere trattato all’Elba deve cercare altre sedi ospedaliere, e i ritardi nei trattamenti possono provocare conseguenze gravissime sulla salute. Senza contare le ricadute pesantissime sul turismo e sull’economia perché d’estate l’Elba vive di questo e molti divers, prima di prenotare da ogni parte del mondo, si accertano che esista o meno un servizio di medicina iperbarica h24, altrimenti prenotano altrove».
Su 1500 tuffi, per avere un’idea, quante emergenze potrebbero presentarsi? Quale l’incidenza, almeno in via teorica?
«L’estate in cui ho lavorato all’Elba e ho fatto reperibilità in camera iperbarica contai una ventina di pazienti in 3 mesi e due pazienti giovani rimasti paralizzati, senza contare i casi minori. C’è da dire che la casistica in generale è sempre più bassa di quella reale perché i divers per definizione, prima di andare in camera iperbarica, negano anche l’evidenza dei sintomi per non ammettere di aver fatto qualche sciocchezza. Alla fine le mdd che arrivano in camera iperbarica sono un terzo di quelle reali perché gli stessi pazienti aspettano che passino; ma anche sottostimando il fenomeno con il numero di immersioni giornaliere all’Elba e viste le profondità di molti punti di immersione, ci può essere un caso di mdd al giorno ed è una cosa serissima».
Cosa comporta, per un sub che ha i sintomi da mdd, essere trattato tardi in camera iperbarica?
«La maggior parte dei rischi sono meno gravi, si manifestano con dolori articolari o malattie cutanee e possono non lasciare residui. Il rischio più serio è quello della paralisi, che può insorgere proprio per colpa di un ritardo sul trattamento della malattia neurologica con conseguenze a lungo termine spaventose. Dopo le 3 ore dall’inizio dei sintomi per il trattamento, se il paziente non viene curato, la possibilità di reintegro completo delle funzioni crolla vertiginosamente, e in un’isola che vive di immersioni essere curati in ritardo perché una malattia da decompressione neurologica non può capitare durante il giorno ma “solo di notte” espone i pazienti a un rischio pazzesco quale appunto la paralisi. È proprio il ritardo che è deleterio, ritardo che insorge qualora il paziente si trovi le porte chiuse e sia costretto a essere trasferito altrove».
Paralisi a quali arti?
«Solitamente la paralisi coinvolge gli arti inferiori, la vescica… Nei casi più gravi i pazienti rimangono “zoppi” a vita se non in sedia a rotelle».
Ricorda qualche caso all’Elba?
«Una ragazza ebbe una brutta paralisi completa, la curammo e quando ripartì per le cure nel suo centro di residenza ancora non camminava. Poi ci fu un altro ragazzo di 20 anni, atleta, grande arrampicatore, lo abbiamo trattato tanto. Tornò a casa che muoveva le gambe ma poco».
Un esempio concreto: se un paziente con sintomi della malattia da decompressione si presenta in questi giorni a Portoferraio e trova le porte della camera iperbarica chiuse, cosa succede?
«Una volta arrivato il paziente, i medici in Pronto soccorso lo valutano. Poi bisogna pensare al trasferimento, trovare una camera iperbarica nei posti più vicini, quindi a Pisa o a Grosseto, chiamare l’ambulanza, organizzare il trasporto, portare il paziente a destinazione. Quindi contiamo altre due-tre ore di tragitto in più. Una volta là ricomincia la trafila del trattamento, attivare il medico subacqueo reperibile etc.. In ogni tipo di mdd come di malattia in generale, più la tratti tardi e meno possibilità hai di restituire la completa salute al paziente; soprattutto nelle paralisi neurologiche le percentuali di guarigione sono inversamente proporzionali ai tempi di attesa. Maggiore è il ritardo minore il successo della terapia. Il Gold standard per iniziare il trattamento e avere il massimo dei risultati sarebbe di 3 ore...».
Altrimenti va attivato un elicottero, comunque un servizio dispendioso per la sanità pubblica.
«E oltretutto non sempre disponibile. Ci sono solo due elicotteri abilitati in Toscana al volo sul mare e coprono le emergenze anche territoriali del 118, quindi sono intasati. Il problema è che se un paziente ha i sintomi della mdd, l’alta quota crea problemi e i velivoli non dovrebbero superare i 300 metri di altitudine».
Sa se Grosseto e Pisa sono attrezzati per ricevere pazienti dall’Elba?
«Un pienone non ve ne sarà mai e ripercussioni dal punto di vista della “capacità” di ospitare i pazienti non ve ne saranno (il caso peggiore è che arrivino più pazienti appartenenti alla stessa immersione). I problemi sono legati al ritardo con cui il paziente arriva e alla necessità di avere subito a disposizione medici per trattare questi ritardi, che comunque complicano le terapie».
Rischi enormi, insomma.
«Enormi, perché all’Elba è elevatissimo il numero di immersioni. Poiché il rischio non è nullo ma relativamente alto, non vedo perché aspettare l’ennesimo paralizzato che non può essere trattato perché arriva durante il giorno anziché di notte».
Che idea si è fatto di tutto questo?
«Mettendo la reperibilità solo di notte, 12 ore anziché 24, l’Asl dimezza la spesa delle reperibilità dei medici: non voglio pensare che faccia quest’operazione con questa idea, di tagliare a discapito della salute umana. Sulla pelle dei cittadini sarebbe una cosa abnorme».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
