Il Tirreno

Il dissalatore sorgerà sulla piana di Mola

di Luigi Cignoni
Il dissalatore sorgerà sulla piana di Mola

Il sindaco Barbetti: «Risolveremo il problema per sempre». Ma gli ambientalisti sono preoccupati dall’impatto

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CAPOLIVERI. Sorgerà sulla piana di Mola, nei pressi della spiaggia del Lido, il primo dissalatore dell’isola d’Elba. La decisione sulla scelta dell’ubicazione è arrivata al termine dell’ultima riunione che si è tenuta nella sede del municipio capoliverese fra pubblici amministratori, dirigenti comunali addetti all’urbanistica e referenti dell’Asa.

«Procediamo a piccoli passi - ha riconosciuto lo stesso sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, che ha partecipato alla riunione - Ma il nostro scopo è andare avanti, cercando, laddove sarà possibile, di velocizzare i tempi burocratici per l’approvazione definitiva del progetto in sede regionale».

E con un’attenzione particolare rispetto all’impatto ambientale che l’impianto potrebbe avere. Gli ambientalisti sono pronti a prendere posizione e a sollevare le obiezioni del caso, qualora qualcosa non dovesse andare per il verso giusto. In prima fila Legambiente, con Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana.

«Seguiremo con molto interesse e partecipazione l’intero iter del progetto - ha detto Mazzantini nel corso della conferenza stampa di Legambiente tenuta a bordo di Goletta Verde - Naturalmente il nostro occhio è tutto rivolto al rispetto delle norme vigenti europee per quanto ci si riferisce alla conservazione del territorio e al suo habitat naturale».

Di un dissalatore delle acque marine si parla da tempo ma finora non si era dato corpo e gambe ai progetti. Questa volta sembra che sia stata imboccata la strada giusta per la realizzazione dell’impianto. «Da anni si parla del problema dell’approvvigionamento idrico dell'Elba, soprattutto in coincidenza con la bella stagione, quando l’Elba è presa d’assalto dai turisti - ha evidenziato ancora Barbetti, illustrando il progetto all’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo della Regione, Federica Fratoni - Ma mai, come adesso, ci troviamo vicini alla soluzione e all’autonomia dell’Elba, per quanto riguarda il rifornimento idrico dal continente, visto e considerato che la condotta sottomarina che porta acqua sull’isola dalla Val di Cornia ha i suoi anni e presenta non pochi problemi di stabilità».

Se da una parte tutte le risposte che si erano trovate in loco per estinguere la grande sete elbana si sono dimostrate molto utili nei momenti del bisogno (altri pozzi individuati e sfruttati dall’Asa), una risposta definitiva al problema è quella del dissalatore. Bacini artificiali creati nelle zone più indicate dell’isola per la raccolta dell’acqua piovana non si sono dimostrati alla verifica dei fatti utili al bisogno.

«Il dissalatore di Mola - ha aggiunto ancora Ruggero Barbetti - sarà la chiave di volta delle nostre necessità per quanto riguarda il rifornimento idrico». L’impianto occuperà circa 1800 metri quadrati. Pomperà dal Lido acqua di mare per renderla, attraverso vari processi, potabile al punto da immetterla sulla condotta dorsale che passa nei paraggi e che rifornisce d’acqua Portoferraio e il versante occidentale dell’isola.

Lo stabilimento (così prevede il progetto) sarà in grado di scaricare nella condotta principale 80 litri al secondo. I sali che saranno filtrati e separati dall’acqua, alla fine del processo di dissalazione, saranno scaricati di nuovo in mare. «Ci sarà un’alta concentrazione di acqua salmastra in una specifica zona della costa - conclude Mazzantini - Bisogna appurare che tale fenomeno non si riveli dannoso all’habitat marino».

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