Il Tirreno

Tensione il giorno dopo tra i migranti

Tensione il giorno dopo tra i migranti

Tra i problemi da gestire anche la differenza con l’altro centro affidato alla Cri: l’ex Caravella

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PIOMBINO. C’era tensione, ieri mattina a Franciana. Mentre in terra si pulivano le tracce di sangue lasciate da Gujjar, nella cameretta dove il pakistano era corso a rifugiarsi e dove è morto, il mediatore culturale e gli operatori della Croce rossa ci accompagnavano fuori dal cancello: «Ordine della prefettura». A quanto pare è l’unico provvedimento adottato dal prefetto Tiziana Costantino dopo il sopralluogo di venerdì sera. Intanto un senegalese che aveva assistito all’omicidio era ancora scosso, per lui è stato chiamato lo psicologo. Anche per altre persone, ritenute troppo nervose. Nervosismo in particolare tra la comunità nigeriana, che non avrebbe accolto bene il trasferimento dei dieci pakistani all’ex Caravella, in quello che viene considerato un centro di serie A rispetto all’ex scuola di Franciana. Perché c’è anche questo problema da gestire. E’ evidente che tra le due collocazioni, quella nell’ex residence sia la più ambita. Anche se la piscina è vuota, anche se la distanza dai centri abitati (in questo caso Riotorto e Follonica) è la stessa. A Franciana al momento ci sono 50 persone. All’ex Caravella il triplo, 154. A gestirle, ci sono tre operatori la mattina, tre il pomeriggio, un vigilante la sera. Deve essere tutto tranne che semplice. E il numero dei migranti potrebbe aumentare, anche se il sindaco Giuliani tende a escluderlo. In quello che fino alla scorsa estate era un residence, e che ora è sotto la competenza del tribunale fallimentare di Grosseto, ci sono 400 posti. C’è chi dice che verranno riempiti entro fine estate.(a.d.g.)

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di Redazione web