Il Tirreno

Goletta verde, depuratori nel mirino

di Luigi Cignoni
Goletta verde, depuratori nel mirino

Inquinati la foce a Mola e il canale Teseo Tesei. Legambiente: la Regione corra ai ripari per rendere più efficiente il sistema

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PORTOFERRAIO. Su 19 punti monitorati lungo le coste della Toscana, nove rilevano la presenza di cariche batteriche elevate. Otto sono fortemente inquinati: due sono all’Isola d’Elba. Il primo a Mola. Il secondo presso il canale Teseo Tesei. Tutti i prelievi riguardano le foci di fossi eccetto Viareggio.

Nel mirino di Goletta Verde, dunque, le foci di fiumi, canali e torrenti che continuano a immettere in mare sostanze inquinanti. Lo rivela l’indagine della storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane realizzata anche grazie al contributo del Consorzio obbligatorio degli oli usati e il sostegno dei partner tecnici Nau e Novamont.

Chiusa, ieri, la tappa in Toscana, Goletta Verde ha proseguito il suo periplo della penisola. «Abbiamo scelto le foci - ha spiegato Francesca Ottaviani, portavoce di Goletta Verde - Perché analizzando cosa si scarica nei fiumi si riesce a vedere se funzionano i depuratori nell’entroterra».

E a giudicare dai risultati, il giudizio definitivo non è affatto buono. «A questo punto - aggiunge Legambiente - la Regione deve correre ai ripari. I deficit depurativi sono noti da anni. E la Toscana, che è sempre stata attenta alle politiche ambientali, non può permettersi di perdere altro tempo per tutelare una delle sue maggiori risorse. Urgente adeguare e rendere più efficiente il sistema depurativo, con particolare attenzione alle aree interne che spesso contribuiscono in maniera rilevante all’inquinamento delle coste».

«La situazione dei nostri mari – sottolinea Francesca Ottaviani – risente del deficit depurativo che vive in generale l’Italia, dove secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Anomalie che ha evidenziato anche l’Unione Europea nell’ultima procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia che comprende anche 42 agglomerati urbani toscani (il 18% rispetto ai 230 totali)».

«Incomprensibili – ha commentato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – i ritardi con cui si sta procedendo a mettere a sistema gli interventi necessari per adeguare e rendere più efficiente il sistema depurativo. Bisogna che le autorità intensifichino i controlli nelle zone più prossime a queste fonti di inquinamento, frutto di una cattiva gestione del sistema depurativo sia dei comuni costieri che dell’entroterra».

Ha aggiunto Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana: «Le situazioni di “troppo pieno” degli impianti urbani, anche a causa della piovosità registrata quest’anno, si sono moltiplicate a dismisura, creando non pochi problemi anche ai comuni costieri più virtuosi. Alla Regione, che è sempre stata attenta più di altre alle politiche ambientali, chiediamo di non perdere altro tempo per tutelare una delle sue maggiori risorse. Resta molto da fare anche sul fronte dell’informazione ai bagnanti. La cartellonistica in spiaggia è troppo scarsa, nonostante da due anni sia scattato l’obbligo per i Comuni di apporre pannelli informativi, dove siano riportate tutte le informazioni circa qualità delle acque che prende in considerazione la media dei prelievi degli ultimi quattro anni (classi: eccellente, buona, sufficiente, scarsa), i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa. I tecnici di Goletta Verde – ha concluso – non hanno riscontrato la presenza di cartelli in nessuno dei 19 punti campionati».

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