Il Tirreno

Sfratti a raffica, ma sfitti 25 alloggi Casalp

Sfratti a raffica, ma sfitti 25 alloggi Casalp

Pochi soldi per le manutenzioni necessarie prima delle assegnazioni e intanto cresce l’emergenza abitativa

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PIOMBINO.

Nessuno li ha cercati per proporre una soluzione. E il 24 luglio si avvicina. Per Fernanda Perrone e il marito Settimio Chelini, - lo avevamo raccontato un paio di giorni fa - lo sfratto diventerà esecutivo.

La coppia di settataseienni dovrà lasciare l’appartamento che occupa da trent’anni in virtù di un contratto di comodato d’uso gratuito, ottenuto in cambio del servizio di guardiania.

Il Consorzio di bonifica, che gestisce l’immobile di proprietà demaniale, vuole rientrarne in possesso.

Storie di ordinario disagio, in una città in cui l’emergenza abitativa è sempre più pressante. E dove ci sono ben 25 appartamenti Casalp sfitti.

Uno è al 26 di via Veneto, al pianterreno. Era occupato da una anziana, deceduta il 18 giugno 2015. La vicenda della coppia di anziani ha spinto il cognato, Furio Vemati, a segnalarlo.

«Da allora, siamo andati almeno un paio di volte in Comune e altrettante a Casalp per spiegare che l’alloggio, due belle stanze e il bagno, era disponibile. Sarebbe bastato vuotarlo e fargli un po’ di manutenzione. Invece, è ancora sfitto. Per i signori Chelini andrebbe bene», spiega Vemati.

Più o meno nelle stesse condizioni ci sono altri 24 appartamenti: 14 sono inseriti nel piano delle manutenzioni Casalp. «Vuol dire - spiegano in Comune - che nel giro di alcuni mesi potranno essere disponibili. Di questi, tre saranno utilizzabili probabilmente a metà settembre. Gli altri verranno comunicati via via».

Ci vorrà più tempo invece per gli altri. Perchè servono interventi più costosi e Casalp temporeggia. I lavori vengono eseguiti con i proventi degli affitti e la situazione è critica anche da questa angolazione. Aumentano gli inquilini che non pagano a causa della cosiddetta morosità incolpelvole, legata alla perdita del lavoro e ad altre difficoltà.

«Casalp, con soli 49 dipendenti, gestisce circa 8.500 abitazioni nella provincia di Livorno, più le nuove costruzioni e i vecchi alloggi Ater», dicono ancora dagli uffici di via Ferruccio.

Una via d’uscita può essere l'«autoripristino» da parte di chi è in graduatoria Erp e può eseguire direttamente i lavori con uno scomputo dell'affitto fino a 5 mila euro. Oltre quella cifra no, deve intervenire Casalp. Anche perchè si presuppone che chi ne ha bisogno non abbia grandi possibilità di spesa.

Il provvedimento, appena approvato, verrà attuato d'ora in poi in via sperimentale per capire il grado d’interesse.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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