Il Tirreno

Bagni pubblici, orario ridotto come in inverno

di Francesca Lenzi
Bagni pubblici, orario ridotto come in inverno

Estate e tanta gente in giro, qualcuno usa il muro in piazza Umberto I Capuano: «Contrario a prolungare l’apertura senza custodia»

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PIOMBINO. Più puntuale dell’arrivo della tasse, in città, c’è solo la polemica sui bagni pubblici che torna alla ribalta a cadenza regolare, ora per l’orario ridotto, ora per gli atti di vandalismo.

Stavolta si toccano entrambi i problemi, con un peso specifico maggiore sul fattore orario. L’estate è iniziata da pochi giorni, di turisti in giro ce ne sono molti, già da prima; il passeggio la sera in centro storico sta portando sempre più gente fuori. L’unica cosa che non è cambiata è l'orario di apertura dei bagni pubblici in via dell’Arsenale. In corso ancora l’orario invernale con apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sei ore di “attività” del servizio gestito dalle dipendenti della Cooperativa sociale giovanile. Troppo poco per turisti e piombinesi che spesso si trovano in difficoltà.

È il caso dei turisti che ne avrebbero bisogno soprattutto dopo l’ora di pranzo, quando si muovono per le vie del centro storico alla ricerca degli scorci più belli di Piombino, mentre per i residenti il disagio peggiore riguarda la sera dopo cena.

Altro problema non da poco, relativo soprattutto ai turisti, è la mancanza di indicazioni del servizio che gli stranieri trovano a fatica solo dopo aver chiesto informazioni. Ad essere coinvolti dalla questione sono poi i commercianti del mercato coperto, vicinissimi ai bagni pubblici. «Le persone quando trovano chiuso vengono ad usare il gabinetto all’interno del mercato, riservato a noi bottegai e non pubblico – afferma una negoziante – Peccato che spesso neppure ce lo chiedono e quando se ne vanno lasciano sporco. Per non parlare di chi, trovando chiusi sia i bagni che il mercato, decide di usare il muro lato piazza Umberto I; ci è capitato proprio ieri mattina di trovare un uomo che orinava sul muro vicino all’ingresso. Vogliamo che Piombino sia una città turistica – conclude – e poi non riusciamo a garantire neppure un servizio essenziale».

L’anno scorso la questione fu risolta con la messa in atto dell’orario continuato dalle 10 alle 22, per una copertura prolungata che migliorava senza dubbio l’utilità del servizio. Il problema fu in quel caso la sorveglianza; le dipendenti della cooperativa, infatti, continuarono - per ragioni di risparmio dell’amministrazione comunale - a lavorare sei ore al giorno (dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 22), lasciando scoperto il servizio nelle altre ore. Risultato? Atti di vandalismo ripetuti che, alla fine dell’estate, spinsero l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano a rilasciare la seguente dichiarazione: «Esperimento fallito. Abbiamo visto come sia dannoso lasciare la struttura incustodita; non è possibile continuare a spendere soldi a causa di gente che si diverte a spaccare ogni cosa. Quanto rotto verrà aggiustato, ma dobbiamo ripensare il quadro dei bagni pubblici».

A meno di un anno di distanza da quelle dichiarazioni, si ripresenta la diatriba: «I soldi in bilancio per il servizio sono gli stessi del 2015 – precisa subito Capuano – A ogni modo nei prossimi giorni incontrerò l’assessore alle finanze, Camberini, per capire come procedere. Fino alla fine di giugno resterà l'orario invernale, mentre da luglio vedremo. Come già dissi lo scorso settembre, personalmente non riproporrei l’orario prolungato senza custodia. Un’idea potrebbe essere di aumentare l'apertura nei giorni festivi». Orario a parte, una riflessione la meritano anche le condizioni dei bagni in via dell’Arsenale. Nonostante le rassicurazioni a fine estate 2015 di Capuano, non tutto è stato finora ripristinato nei locali riservati agli uomini, parte della struttura presa di mira dai vandali. È stato effettivamente cambiato il miscelatore rotto nel servizio dei disabili ed è stata reinserita la pedalina strappata a un lavandino. Resta però inutilizzabile l’altro lavandino, non sono stati rimessi i contenitori del sapone, rimangono alcune scritte offensive, mentre tutti i sanitari sono privi delle ciambelle, strappate o rotte e degli specchi (in parte spaccati, in parte tolti dalle dipendenti della cooperativa in via preventiva). Inoltre, continua ad essere non utilizzabile la doccia nel bagno disabili, mentre due intere stanze, una destinata alle docce, l’altra adibita a secondo bagno per disabili, sono chiuse.

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